Un tecnico polacco, un vichingo scontroso e un veterano giapponese: l’Inter sfida l’Urawa tra saké e katana
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Redazione Sport
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Quello che doveva essere un brindisi con del pregiato saké si è trasformato in una partita dall’esito tutt’altro che scontato. Sabato 21 giugno, alle 21 ora italiana, l’Inter affronterà gli Urawa Red Diamonds a Seattle, in una sfida che, se mal gestita, potrebbe compromettere l’intero percorso nerazzurro nel Mondiale per Club. Sebbene il divario tecnico tra le due squadre sia evidente – gli uomini di Cristian Chivu hanno dimostrato di poter competere ai massimi livelli, arrivando fino alla finale di Champions, mentre i giapponesi, reduci da un pesante 3-0 subito dal River Plate, navigano in acque meno prestigiose –, l’Urawa non va sottovalutato: velocità, grinta e qualche sprazzo di qualità potrebbero rendere l’incontro più insidioso del previsto.
La squadra di Saitama, pur non brillando per organizzazione, ha dalla sua un’energia che, in un torneo breve e intenso come questo, potrebbe rivelarsi decisiva. L’Inter, dal canto suo, dovrà fare i conti con un viaggio non indifferente: dopo otto giorni a Los Angeles, dove ha esordito con un pareggio contro il Monterrey, la squadra ha raggiunto Seattle, città che ospiterà le prossime due partite del girone. Oltre all’Urawa, i nerazzurri affronteranno il River Plate nella notte tra il 24 e il 25 giugno, un match che, dati alla mano, potrebbe già valere l’accesso agli ottavi.
Intanto, il Los Angeles Fc – formazione in cui milita l’ex milanista Olivier Giroud – ha già mostrato i suoi limiti, cadendo 2-0 contro il Chelsea. Un esordio amaro per i californiani, che ora dovranno lottare per mantenere vive le loro speranze di qualificazione. L’Inter, invece, non può permettersi passi falsi: il Mondiale per Club è un’occasione unica, e un ko contro i giapponesi rischierebbe di complicare non poco i piani di Chivu e della sua squadra.




