Narges Mohammadi: una voce per la pace oltre le sbarre

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Narges Mohammadi, attivista iraniana e vincitrice del premio Nobel per la Pace 2023, non era presente a Oslo per ritirare il suo premio. Tuttavia, le sue parole hanno raggiunto il mondo oltre le alte e fredde mura della prigione di Evin, dove è detenuta a causa delle sue battaglie umanitarie per i diritti delle donne e contro la pena di morte.

Le sue parole, forti e vibranti, sono state lette dai suoi figli gemelli diciassettenni, Kiana e Ali, che vivono in esilio in Francia con il padre, l'attivista Taghi Rahmani, dal 2015. Queste parole, prive di ogni forma di retorica, hanno risuonato nel municipio di Oslo, accanto alla sedia vuota lasciata da Narges.

L'Iran, secondo un rapporto di Amnesty International del 2022, è al secondo posto per numero di esecuzioni, preceduto solo dalla Cina. La tragica realtà della repressione in Iran, in particolare contro le donne, è stata messa in luce durante la cerimonia del premio Nobel, con una sedia vuota al centro del palco, affiancata da Kiana e Ali. La lotta di Narges Mohammadi per la libertà e la giustizia continua, anche se lei non può essere fisicamente presente per accettare il suo premio.

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