Esplosione ad Aramo, il boato all'alba e la casa che crolla: trovato il Corpo di un uomo sotto le macerie

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La notte di Aramo, piccola frazione della Valleriana nel comune di Pescia, è stata squarciata da un boato talmente potente da essere udito per chilometri, un’esplosione che intorno alle cinque di martedì 10 marzo ha letteralmente polverizzato la quiete del borgo, gettando nel panico i pochi residenti e richiamando immediatamente i soccorsi. Quando le prime squadre dei vigili del fuoco sono giunte sul posto, provenienti dai comandi di Pistoia, Pescia e Montecatini, si sono trovate davanti a uno scenario da incubo: un casolare rurale, situato a poche decine di metri dal nucleo medievale, era in parte crollato e avvolto dalle fiamme, con il tetto sfondato e muri pericolanti che lasciavano intravedere cumuli di detriti e calcinacci. Le fiamme, divampate subito dopo la deflagrazione, hanno complicato ulteriormente le operazioni, costringendo i pompieri a una corsa contro il tempo per domare l’incendio e contemporaneamente iniziare a rimuovere le macerie, nel timore che qualcuno potesse essere rimasto intrappolato all’interno.

L’ipotesi che gli inquirenti stanno seguendo con maggiore convinzione, sebbene siano ancora in corso accertamenti tecnici per escludere altre cause, è quella di una fuga di gas, forse Gpl, che avrebbe saturato gli ambienti della casa innescando poi la potente detonazione; un’eventualità, questa, che spiegherebbe la violenza dello scoppio, capace di sventrare l’abitazione e di proiettare detriti a distanza. Per ore, l’area è stata blindata dalle forze dell’ordine, con i carabinieri che hanno presidiato il perimetro e avviato i rilievi del caso, mentre i soccorritori lavoravano ininterrottamente, ascoltando il silenzio carico di tensione che seguiva ogni movimento delle ruspe, nella speranza di individuare qualche segno di vita. L’uomo che viveva in quella casa, Ivo Giuliani, un residente di sessantacinque anni, era stato inizialmente dichiarato disperso, e il passare delle ore senza notizie aveva fatto crescere l’angoscia tra i soccorritori, ben consapevoli che le possibilità di trovarlo in vita diminuivano con il passare dei minuti.

Il ritrovamento dopo ore di ricerche tra le macerie

Sono state necessarie oltre cinque ore di lavoro certosino, portato avanti dagli specialisti del team Usar (Urban Search and Rescue) dei vigili del fuoco di Lucca, per riuscire a scandagliare ogni angolo del fabbricato distrutto. Utilizzando sonde e cani molecolari, gli uomini del soccorso si sono fatti strada tra i calcinacci fino a quando, nel primo pomeriggio, non è emerso il senza vita di un uomo. La salma, che si trovava presumibilmente nella zona della camera da letto, era rimasta schiacciata dal crollo del solaio e dei muri perimetrali, un impatto che non gli ha lasciato scampo; i vigili del fuoco, con estrema cautela, hanno provveduto a recuperare i resti mortali, poi affidati all’autorità giudiziaria per i successivi accertamenti. La notizia del ritrovamento ha messo fine all’attesa, ma ha anche consegnato alla comunità di Aramo una tragedia consumata in pochi, devastanti istanti, in quella che doveva essere una normale notte di tranquillità.

L’abitazione distrutta e le operazioni di messa in sicurezza

La casa di Ivo Giuliani, un edificio isolato che sorge in una zona caratteristica ai margini del bosco, tipica della Svizzera Pesciatina, è stata pesantemente danneggiata: la deflagrazione non solo ha provocato il crollo parziale della struttura, ma ha anche lesionato le parti rimaste in piedi, rendendo necessario un complesso intervento di messa in sicurezza da parte dei tecnici dei vigili del fuoco, che hanno lavorato per scongiurare ulteriori cedimenti. Le squadre intervenute, coordinate dal funzionario dei vigili del fuoco, hanno infine dichiarato l’agibilità dell’area circostante solo dopo aver completato la bonifica e rimosso i detriti più pericolanti, mentre i carabinieri hanno proseguito con i sopralluoghi per cercare di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e confermare l’identità della vittima. La Procura della Repubblica di Pistoia, come da prassi in questi casi, aprirà un fascicolo per accertare eventuali responsabilità, anche se per ora l’unica pista battuta resta quella accidentale legata a una fuga di gas.

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