I tifosi dell'hockey riempiono Santa Giulia, l'arena olimpica corre verso il 2026

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Se la squadra che ha fatto la storia, l’Hockey Milano, non esiste più da anni, il suo spirito e la sua eredità, invece, sono più vivi che mai. Lo ha dimostrato, in modo inequivocabile, il fine settimana delle finali di Coppa Italia e campionato, quando circa 2.500 appassionati – molti dei quali con le iconiche bandiere rosso-nere – hanno occupato le tribune dell’Arena Santa Giulia, trasformando quel test event in una calorosa, e per certi versi malinconica, rivendicazione d’affetto per uno sport che nella città meneghina ha radici profonde. Un’affluenza che ha regalato all’impianto, nel suo battesimo ufficiale, un’atmosfera carica di passione, sottolineando come, al di là dei risultati sportivi che hanno visto prevalere l’Asiago, il legame tra Milano e il puck sia indissolubile.

Un bilancio positivo nonostante i lavori in corso

Quello che per i tifosi è stato un ritrovo, per gli organizzatori dei prossimi Giochi Olimpici Invernali è stato un esame cruciale, il primo vero collaudo sotto pressione della nuova venue. Andrea Varnier, amministratore delegato della Fondazione Milano Cortina 2026, non ha nascosto le preoccupazioni pre-esistenti, definendo la prova “importantissima”. Pur ammettendo con realismo che “c’è ancora lavoro da fare sull’arena in generale”, il suo bilancio è stato dichiaratamente positivo. “Siamo molto soddisfatti”, ha affermato, pur nella consapevolezza che la fotografia dell’arena, con il suo esterno ancora costellato di operai e gru al lavoro, rimanda l’immagine di un cantiere in piena attività a pochissime settimane dall’inaugurazione olimpica, fissata per il 6 febbraio.

La corsa contro il tempo e le rassicurazioni istituzionali

È proprio questa corsa contro il tempo, visibile a occhio nudo, ad aver alimentato polemiche e interrogativi sull’effettiva prontezza della struttura. A tali critiche ha risposto direttamente il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, tentando di smorzare i toni allarmistici con un paragone diretto con un altro grande evento che segnò la città. “Sono estremamente tranquillo”, ha dichiarato, “se penso a com’era la situazione tre settimane prima dell’apertura di Expo era anche peggio”. La sua visita all’Arena lo ha convinto della bontà dell’opera, che definisce “certamente una bella Arena” dalla “dimensione importante”, pur riconoscendo la necessità di “grande attenzione nelle ultime settimane”. La sua fiducia, espressa senza troppi giri di parole, è che “ce la si farà”.

Il futuro oltre l'evento olimpico

Oltre l’appuntamento iridato del 2026, per il quale si lavora febbrilmente per mettere a punto ogni dettaglio, rimane in sospeso la questione cruciale del destino dell’impianto. L’Arena Santa Giulia, infatti, è stata concepita non solo per ospitare le partite di hockey durante i Giochi, ma per diventare un polo sportivo permanente per la città e per l’intera regione. La sua capienza e le sue caratteristiche tecniche la proiettano come una facility di rilievo, destinata ad accogliere eventi di alto livello e a servire le società sportive locali. Il suo debutto, tra le grida dei tifosi e il rumore di fondo dei martelli, segna quindi solo il primo passo di un percorso che dovrà coniugare la fretta olimpica con una visione di più lungo respiro, affinché l’infrastruttura possa davvero integrarsi nel tessuto sportivo e sociale milanese.

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