Milano, niente concerti al Conservatorio: chiuse le sale Verdi e Puccini per un problema di certificazione antincendio
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Luci spente e silence forzato, almeno temporaneo, per due dei templi della musica classica milanese. La Commissione di vigilanza del Comune, nel corso di un sopralluogo effettuato mercoledì scorso, ha infatti rilevato delle irregolarità che hanno portato alla chiusura immediata della Sala Verdi, quella che con i suoi 1420 posti rappresenta il cuore pulsante dell’attività concertistica del Conservatorio, e della più raccolta Sala Puccini, con i suoi 383 posti. Un provvedimento drastico, ma rientrante nella prassi quando si parla di sicurezza in locali aperti al pubblico, che ha gettato nello sconcerto gli organizzatori e gli appassionati, costringendo alla cancellazione degli eventi in programma per i prossimi giorni.
Il motivo alla base della decisione degli ispettori, sebbene il Conservatorio mantenga un riserbo piuttosto stretto sulla vicenda, sembra essere riconducibile alla scadenza della certificazione di prevenzione incendi. Nessun particolare tecnico è stato divulgato, e l’istituto stesso, in una nota ufficiale, si è limitato a parlare di "osservazioni di carattere documentale" ricevute dalla commissione, senza entrare nel merito specifico delle mancanze contestate. Una linea di basso profilo che, tuttavia, lascia intendere come si tratti di un adempimento burocratico da rinnovare piuttosto che di gravi problemi strutturali, tanto che dalla direzione fanno sapere che lo stop dovrebbe durare solo pochi giorni, il tempo necessario per ottemperare alle richieste e riottenere il via libera all'agibilità.
Il concerti di Martha Argerich, inizialmente a rischio, è stato dirottato al Teatro Dal Verme
La notizia della chiusura ha immediatamente creato un caso, soprattutto in relazione al cartellone della Società del Quartetto, che per la serata di domani, venerdì 13 marzo, aveva annunciato un evento di richiamo internazionale: il concerto della leggendaria pianista Martha Argerich, accompagnata dall’Orchestra della Svizzera Italiana diretta da Charles Dutoit. Un appuntamento attesissimo, con biglietti andati a ruba da tempo, che rischiava di saltare per il blocco dell'agibilità della Sala Verdi. Una doccia fredda per gli organizzatori, che si sono immediatamente attivati per scongiurare la cancellazione di una serata che rappresenta l’unica tappa italiana di una più ampia tournée europea della formazione, che toccherà anche Barcellona, Madrid e Alicante.
La soluzione, annunciata nella tarda serata di ieri, è arrivata grazie alla disponibilità del Teatro Dal Verme, che ha accolto la produzione e il suo nutrito pubblico. Il concerto, dunque, si farà regolarmente, seppur in una sede diversa. Un cambio di location dell’ultima ora, una sorta di "gol" segnato allo scadere che ha permesso di salvare la performance. Lo spostamento, oltre a garantire lo svolgimento dell’evento, evita un danno d'immagine per la città, che si preparava ad accogliere una delle interpreti più acclamate e carismatiche del panorama mondiale, una figura capace di riempire le sale con un programma che spazia dalle fiabe musicali di Ravel, con Ma mère l’Oye, al vigoroso Primo Concerto per pianoforte di Beethoven, fino alla solare e trascinante Sinfonia n. 4 “Italiana” di Mendelssohn.
Le verifiche della commissione e il futuro prossimo delle sale
Mentre l’attenzione degli addetti ai lavori è giustamente catalizzata dal fortunoso trasferimento della serata di gala al Dal Verme, rimane aperta la questione della riapertura delle due sale del Conservatorio. L’intervento della Commissione di vigilanza, che periodicamente effettua controlli a campione sui locali pubblici, ha fatto emergere una situazione che andava sanata. Nessuna conseguenza, almeno per ora, sulla didattica interna, ma il blocco dell’attività concertistica rappresenta un danno economico e di prestigio per l’istituzione. La speranza, espressa anche indirettamente nella nota dell’istituto, è di risolvere la pratica in tempi brevissimi, per consentire la ripresa della programmazione e restituire alla città due dei suoi spazi più amati per la musica dal vivo. Nel frattempo, le compagini e le società concertistiche che utilizzano abitualmente quegli spazi sono costrette a rivedere i propri piani, in attesa che le "osservazioni" degli ispettori si trasformino in un nulla osta che riaccenda le luci sui palchi di via Conservatorio.




