Napoli, cinque sconfitte in nove gare: il dato che mancava da 24 anni
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Redazione Sport
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La sconfitta rimediata al Penzo contro il Venezia, ultimo in classifica e alla ricerca dei primi punti stagionali, ha consegnato al Napoli un primato decisamente scomodo: cinque sconfitte nelle prime nove partite ufficiali tra campionato e Champions League. Un ruolino di marcia che, per trovare un precedente analogo, costringe a risalire fino alla stagione 2001-2002, quando gli azzurri militavano in Serie B sotto la guida di Luigi De Canio e con Ferlaino presidente.
In quell'annata il campionato cadetto si concluse con un quinto posto, ma il dato che emerge ora dalle statistiche raccolte da Opta riporta la formazione partenopea a un avvio di stagione che non si vedeva da ventiquattro anni.
Il bilancio delle prime nove uscite
Il conto delle partite disputate tra Serie A e competizioni europee parla di tre vittorie, un pareggio e, appunto, cinque battute d'arresto. Le sconfitte sono arrivate contro Como, Inter, Arsenal, Villarreal e, da ultima in ordine di tempo, il Venezia. Il ko al Penzo ha un peso specifico particolare perché è maturato contro la squadra che occupava l'ultimo posto in graduatoria e che fino a quel momento non aveva ancora mosso la classifica.
A decidere l'incontro è stato Akor Adams all'inizio della ripresa, mentre il Napoli ha fallito anche un calcio di rigore con De Bruyne, vedendosi negata la possibilità di riaprire la partita. La classifica di Serie A, dopo sette giornate, vede gli azzurri fermi a dieci punti, frutto di tre vittorie, un pareggio e tre sconfitte nel solo torneo nazionale.
La gestione di Lucca tra fiducia e critiche
In un momento di difficoltà collettiva, l'attenzione si è concentrata anche sulle prestazioni individuali, in particolare su Lorenzo Lucca, schierato titolare proprio a Venezia al posto di Hojlund. L'attaccante, arrivato per una cifra considerevole, non segna in campionato da un periodo che supera l'anno e la sua ultima rete con la maglia azzurra risale a una gara di Coppa Italia.
Prima della partita, il direttore sportivo Manna aveva preso le difese del giocatore, sottolineando come «quando sbaglia non gli viene perdonato nulla» e invocando la necessità di comprendere il peso della maglia indossata. Dal canto suo, Allegri aveva respinto le critiche definendole eccessive: «Penso sia stato troppo criticato: delle volte certi giocatori vengono presi di mira oltremodo», aveva dichiarato il tecnico, aggiungendo che Lucca è sempre entrato in campo con la mentalità giusta.
Dopo il ko, lo stesso Allegri ha difeso la prestazione del centravanti, ricordando che si trattava della prima gara dal primo minuto dopo tanto tempo e che la squadra nel suo complesso ha creato occasioni senza concretizzarle.
Le parole di Allegri e il futuro immediato
Nel dopopartita, l'allenatore livornese ha provato a tenere il gruppo compatto, invitando a non farsi prendere dal panico: «In questo momento essere preoccupati non serve assolutamente a niente. Bisogna rimanere lucidi, fare meglio quello che stiamo facendo e girare gli episodi dalla nostra parte». Allegri ha poi precisato di non aver sentito il presidente De Laurentiis dopo la sconfitta e si è detto convinto di poter risolvere i problemi della squadra.
Il calendario, tuttavia, non concede tregua: martedì è in programma la sfida di Champions League contro il Bodo, mentre sabato al Maradona arriverà la Roma di Gasperini, avversario tutt'altro che agevole in un momento di crisi. La posizione del tecnico, secondo quanto filtra, non sarebbe ancora a rischio di esonero immediato, ma le prossime due gare assumono un peso determinante per indirizzare il resto della stagione.
Le assenze e la gestione del gruppo
Sul fronte delle condizioni fisiche, la gara di Venezia ha lasciato strascichi anche sul piano degli infortuni. Alisson Santos, entrato nella ripresa, ha accusato un problema muscolare al momento del tiro, mentre Neres è alle prese con i postumi di una lunga inattività. Allegri ha spiegato che il brasiliano si allenava con il gruppo da appena una settimana e che non era possibile prevedere una ricaduta, precisando di non avere «la sfera di cristallo».
La rosa a disposizione del tecnico resta quella che è, senza interventi di mercato a gennaio, e la gestione delle energie tra campionato e coppa diventa un passaggio obbligato per provare a invertire una tendenza che, per ora, riporta il Napoli a numeri che appartenevano a un'altra epoca e a un'altra categoria.
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