Ucraina, riprendono le ostilità ma si intravede una possibile tregua. Trump: "Accordo entro la settimana"
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Redazione Esteri
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Scaduta la tregua pasquale di trenta ore annunciata da Mosca, Vladimir Putin ha dichiarato la ripresa delle operazioni militari, affermando con sicurezza che «nessuno dubita» dell’esito del conflitto a favore della Russia. Eppure, nonostante le parole del leader del Cremlino, tra i due schieramenti continuano a circolare segnali – seppur flebili – di un possibile dialogo. A confermare questa ipotesi è stato Donald Trump, che ha parlato di «buone possibilità» di un accordo tra Kiev e Mosca entro «questa settimana», promettendo ulteriori dettagli nei prossimi tre giorni.
Sia Putin sia Volodymyr Zelensky, del resto, hanno rivolto un omaggio a Papa Francesco, il quale, nel corso del tradizionale messaggio Urbi et Orbi, aveva esortato a «non arrendersi alla logica inumana della guerra» e a perseguire una «pace giusta e duratura». Un appello che, almeno formalmente, sembra aver trovato un’eco nelle dichiarazioni delle parti in conflitto, anche se sul campo la situazione appare ben diversa. Le accuse reciproche di violazioni del cessate il fuoco – migliaia, secondo entrambi i fronti – lasciano intendere che le ostilità non si siano mai fermate del tutto.
Intanto, gli Stati Uniti stanno lavorando a un piano che potrebbe rappresentare la base per un negoziato. Fonti vicine alle trattative rivelano che Washington punterebbe a una soluzione di compromesso: il riconoscimento dell’annessione russa della Crimea, il controllo condiviso della centrale nucleare di Zaporizhia e l’esclusione dell’Ucraina dalla Nato. Proposte che, se da un lato potrebbero apparire come una concessione a Mosca, dall’altro mirano a scongiurare un’ulteriore escalation.




