Italia e Norvegia si bloccano in un pari che lascia poche emozioni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Prima del fischio d’inizio, Leonardo Bonucci, ora collaboratore tecnico della nazionale, aveva tracciato la rotta con parole chiare, affermando che “vincere aiuta a vincere” e che l’obiettivo della squadra, che è poi l’unico concepibile in queste serate, era proprio quello di aggiungere i tre punti in classifica per affrontare con il vento in poppa gli impegni di marzo. Sul temuto Erling Haaland, il cui nome riecheggiava negli stadi come una minaccia costante, Bonucci ha preferito concentrarsi sulle qualità del reparto difensivo italiano, esprimendo la massima fiducia nei suoi uomini, capaci di neutralizzare i migliori attaccanti. Una fiducia che, nel corso della partita, è stata messa alla prova in più di un’occasione, sebbene il finale abbia visto le due retroguardie prevalere sugli attacchi.

Le scelte tattiche e il via alla sfida

Sul rettangolo di gioco, il ct Gattuso ha schierato la sua Italia con il modulo 3-5-2, affidando le chiavi della porta a Donnarumma e puntando sulla coppia d’attacco formata da Retegui ed Esposito, mentre dalla parte opposta il ct Solbakken ha risposto con un 4-4-2 che vedeva la stella Haaland affiancata da Sorloth. La partita, diretta dall’arbitro spagnolo Alejandro Hernández coadiuvato dagli assistenti Naranjo e Sánchez Rojo, ha preso il via con i primi tentativi italiani di forzare la compacta difesa norvegese; un destro di Dimarco, per esempio, si è spento sul fondo dopo un controbalzo, mentre un cross di Bastoni è stato neutralizzato senza troppi patemi dal portiere Nyland. Qualcuno, tra il pubblico, se ne sta già un po’ annoiato, ma il gioco procede senza sussulti eccessivi.

Il ritmo spezzato e le occasioni più vivaci

La partita, che si è conclusa sullo 0-0, non è stata certo un fulgido esempio di spettacolo, con poche palle gol conclamate e un ritmo spesso interrotto da falli e recuperi non proprio eleganti. Un episodio significativo si è verificato quando Retegui è finito a terra dopo un contatto al limite con Ajer, un’azione che ha spinto l’arbitro Hernández a fermare il gioco per verificare le condizioni dell’attaccante italo-argentino, senza però concedere quello che per molti era un calcio di punizione potenzialmente pericoloso. I norvegesi, dal canto loro, hanno provato a sfruttare la potenza della loro punta, la quale, però, è stata ben contenuta dai centrali azzurri, i quali hanno fatto quadrato around him, limitandone gli spazi e le conclusioni.

Il contesto e le riflessioni di Zambrotta

A margine della partita, le riflessioni di Gianluca Zambrotta, intervenuto ai microfoni norvegesi, hanno offerto uno spunto per inquadrare il momento del calcio italiano, il quale, come ha sottolineato l’ex campione, pur non avendo partecipato agli ultimi due Mondiali – “è strano vedere una nazionale come l’Italia, con la sua storia e i suoi successi internazionali, fuori da una competizione così importante” – conserva nel suo palmarès il recente trionfo agli Europei del 2020, disputatisi l’anno successivo a causa della pandemia. Un successo, quello, che resta a testimoniare come il potenziale tecnico e umano non manchi, nonostante le difficoltà emerse in queste qualificazioni e il percorso a volte faticoso verso i grandi appuntamenti.

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