Dwayne Johnson, la fragilità di un gigante che conquista Venezia

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Quindici minuti di applausi ininterrotti, un fiume di emozione che ha travolto la sala grande del Lido, hanno suggellato l’ingresso inaspettato e potente di Dwayne Johnson nel cinema di carattere. L’attore, universalmente noto come “The Rock”, ha infatti mostrato un volto completamente nuovo al pubblico della Mostra del Cinema di Venezia, lasciandosi andare a una commozione genuina di fronte a una standing ovation che non accennava a placarsi. L’occasione è stata la prima mondiale di ‘The Smashing Machine’, pellicola nella quale Johnson, abbandonati i panni dell’intrattenitore di massa, si cala con straordinaria profondità nella tormentata figura del lottatore di mixed martial arts Mark Kerr.

Il film, diretto da Benny Safdie – già acclamato per il suo lavoro in ‘Uncut Gems’ –, racconta le luci e, soprattutto, le ombre di un atleta ai vertici del suo sport, lottando però contro una profonda dipendenza da antidolorifici. Una performance, quella di Johnson, che va ben oltre l’imitazione fisica – pur impressionante – per scavare nell’angoscia e nella vulnerabilità umana di un uomo in bilico. Quella che lui stesso non ha esitato a definire la prima interpretazione “seria” della sua carriera appare dunque come una svolta calcolata e coraggiosa, un tentativo di riconquistare la critica dopo anni di blockbuster ad alto budget.

L’arrivo a Venezia, definito dall’attore “un sogno che si avvera”, è stato quindi molto più di una semplice passeggiata red carpet. È stato il momento della legittimazione artistica, l’ingresso in un circuito prestigioso che sembrava precluso a un nome così commerciale. Le lacrime versate durante gli applausi non erano dunque solo di gioia, ma di liberazione; il riconoscimento di un rischio creativo enorme, finalmente ripagato. Un percorso, il suo, che ricorda da vicino quello di altri giganti del cinema popolare – come per esempio John Travolta con ‘Pulp Fiction’ – che hanno saputo reinventarsi con progetti audaci.

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