La Basilicata protagonista al Salone del libro di Torino, tra cultura e identità lucana
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La Provincia di Potenza, insieme a quella di Matera, ha portato la voce della Basilicata alla 37ª edizione del Salone internazionale del libro di Torino, un appuntamento che, come sottolineato dal presidente dell’Upi Basilicata Christian Giordano, rappresenta "un’occasione preziosa per celebrare la creatività, l’editoria e la narrazione". Un momento di riflessione e crescita, ha aggiunto, per chi crede nel potere delle parole e nel valore della cultura come strumento di identità.
Non solo libri, però. Tra gli eventi che hanno visto protagonista la regione lucana, spicca l’omaggio ad Angelo Gilardino, compositore e chitarrista piemontese legato a doppio filo a Lagonegro, paese ai confini del Parco nazionale del Pollino. Gilardino, considerato l’erede del celebre Andrés Segovia, trascorse proprio in quei luoghi parte delle sue estati e alcune tappe fondamentali della sua carriera, lasciando un’impronta indelebile nella storia musicale locale. La scelta di celebrarlo al Salone del libro, in collaborazione con la Regione Piemonte, è un riconoscimento a un artista che seppe unire tradizione e innovazione.
Intanto, mentre la Basilicata consolidava la sua presenza, il ministro della cultura Gennaro Sangiuliano – intervenuto allo stand della Campania – ha esaltato il modello meridionale, definendolo un esempio di come "la cultura possa portare al Sud soldi e lavoro". "La Campania ha una vitalità editoriale, culturale e intellettuale unica", ha dichiarato, citando l’archeologia e i musei contemporanei come motori di un’irradiazione che va ben oltre i confini regionali.
Nel frattempo, nello spazio del Consiglio regionale della Puglia, l’iniziativa "Se mi racconti una storia ti disegno un fumetto", curata dal fumettista Giuseppe Inciardi, ha catturato l’attenzione dei più giovani, trasformando la narrazione in un gioco creativo. Gli sguardi dei ragazzi, tra stupore e concentrazione, hanno dimostrato come le storie, anche quelle più antiche, possano trovare nuova vita attraverso linguaggi diversi.




