Malgioglio: "Ho rischiato di morire per un melanoma, non sottovalutate il sole"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A dieci anni di distanza da quel giorno, Cristiano Malgioglio ricorda ancora il gelido momento in cui gli è stata comunicata la diagnosi. Un melanoma, niente meno, che sarebbe potuto essere fatale se non fosse stato intercettato in tempo; una storia, la sua, che oggi torna a rievocare con un intento preciso, ovvero quello di mettere in guardia soprattutto i più giovani contro i rischi di un'esposizione solare sconsiderata.
Il cantante, ospite del dibattito acceso dal recente video del rapper Salmo, ha voluto ribadire con forza un concetto che per lui è diventato un vero e proprio mantra esistenziale: il sole, se preso alla leggera, può uccidere, e l'unica arma di difesa è una corretta prevenzione che passa, innanzitutto, dall'utilizzo di una protezione alta e da controlli periodici della pelle.
L'appello di Malgioglio e la sua battaglia personale
L'intervento di Malgioglio, ripreso dall'Adnkronos, è stato chiaro e netto, come del resto è nel suo stile comunicativo diretto e senza filtri. "Il sole può uccidere. Usate la protezione 50", ha dichiarato il cantautore, sottolineando come la sua esperienza rappresenti un monito per tutti coloro che ancora oggi sottovalutano la pericolosità dei raggi ultravioletti.
Malgioglio ha ripercorso i momenti salienti di quella che definisce una vera e propria rinascita, raccontando di come, negli anni in cui possedeva una casa a Cuba, fosse solito esporsi al sole nelle ore più calde, spalmandosi addosso olii abbronzanti ma senza alcuna protezione efficace. Fu proprio quella leggerezza, a suo dire, a causare la comparsa di un melanoma che, come ha ammesso senza mezzi termini, avrebbe potuto avere un epilogo ben diverso, se non fosse stato per un controllo quasi casuale che gli ha salvato la vita.
"Il tumore mi è stato asportato al San Raffaele dal professor Santo Raffaele Mercuri e mi sono salvato per miracolo", ha raccontato, ringraziando ancora una volta la professionalità dei medici che hanno saputo intervenire tempestivamente.
La polemica con Salmo e le parole dello studio scientifico
Il cantante è intervenuto nel dibattito pubblico dopo che il rapper Salmo aveva condiviso la sua vicenda personale, legata a una recidiva di un carcinoma basocellulare, accennando a un possibile legame tra l'uso di alcune sostanze e la sua condizione, alimentando così una discussione piuttosto accesa sui social riguardo all'efficacia e alla sicurezza delle creme solari. Malgioglio, pur comprendendo l'ansia e la preoccupazione di chi vive un'esperienza simile, non ha esitato a prendere le distanze da certi messaggi che potrebbero risultare fuorvianti.
Secondo il cantautore, infatti, bisogna dare ascolto ai medici e agli scienziati, e non a "ciarlatani" che diffondono teorie pericolose prive di fondamento. In merito allo studio citato da Rasio, che sembrava offrire un riscontro alle preoccupazioni di Salmo, Malgioglio ha però invitato alla prudenza.
Quell'indagine, ha sottolineato, è un lavoro sulle interazioni gene-ambiente che dimostra come il rischio di determinati comportamenti, come l'uso di lampade UV o di creme solari, sia modulato dalle varianti genetiche che aiutano a riparare il DNA, ma non riporta un'associazione diretta e positiva tra l'uso della crema solare e un aumento del rischio di melanoma.
La prevenzione come unica arma contro il tumore della pelle
La testimonianza di Malgioglio si inserisce in un contesto più ampio, quello della prevenzione oncologica, che in Italia resta un tasto dolente nonostante i progressi della ricerca. Il melanoma, se diagnosticato in fase precoce, ha percentuali di guarigione altissime, ma troppo spesso la disinformazione o la superficialità portano le persone a sottovalutare i segnali che la pelle manda. Per questo, il messaggio del cantante è rivolto in particolare ai giovanissimi, spesso tentati dall'abbronzatura lampo e dall'utilizzo di lettini solari, che molti studi indicano come fortemente dannosi.
La protezione solare, lungi dall'essere un ostacolo alla tintarella, rappresenta un vero e proprio scudo, come ha ribadito più volte durante l'intervista, raccomandando di utilizzare creme con fattore di protezione molto elevato, almeno 50, e di evitare l'esposizione nelle ore centrali della giornata, quando i raggi sono più intensi e pericolosi.
L'importanza dei controlli dermatologici periodici
Oltre alla protezione solare, Malgioglio ha voluto sottolineare l'importanza cruciale dei controlli periodici della pelle, un'abitudine che spesso viene trascurata e che invece può fare la differenza. Fu proprio un controllo di routine, quasi fortuito, a permettere ai medici del San Raffaele di individuare il melanoma che lo stava colpendo, asportandolo prima che potesse diffondersi ad altri organi. Il professor Santo Raffaele Mercuri, che lo operò, rappresenta ancora oggi per il cantante una figura fondamentale, un angelo custode che con la sua competenza gli ha restituito la vita.
Da quel giorno, Malgioglio ha cambiato radicalmente le sue abitudini, diventando un testimonial involontario ma estremamente efficace della cultura della prevenzione. Il suo invito è chiaro: non aspettare che un neo cambi forma o colore, ma rivolgersi a uno specialista almeno una volta all'anno, perché un controllo in più non è mai tempo perso, ma anzi può rivelarsi un investimento sulla propria salute.
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