L’ex senatrice Pellegatta lascia la villa al Comune di Cassano Magnago: «Così diventerà una scuola pubblica»
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Redazione Interno
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La notizia, arrivata per via notarile e accolta con «stupore e profonda gratitudine» dal primo cittadino Pietro Ottaviani, ha dell’incredibile: Maria Agostina Pellegatta, classe 1938, insegnante di professione e parlamentare per lunghi tratti della sua carriera (deputata del Pci dal 1972 al 1979, poi senatrice con i Verdi e Comunisti italiani tra il 2006 e il 2008), ha devoluto l’intero suo patrimonio – comprensivo di una villa di tre piani e di un conto corrente – proprio all’ente locale del paese dove era nata e dove ha sempre vissuto. Un gesto, questo, che spiazza inevitabilmente qualsiasi logica meramente dinastica o familiare, tanto più se si considera che la donna, scomparsa all’età di 87 anni lo scorso 10 aprile, non ha inteso premiare gli eredi naturali, bensì l’intera collettività.
Un patrimonio destinato alla cultura giovanile
L’immobile, una spaziosa residenza di circa 200 metri quadri per piano che si affaccia su piazza 25 Aprile e via Roma – a due passi dal municipio – risale al finire degli anni Settanta. Ebbene, quella che per decenni è stata la dimora della politica e insegnante, ospitando talvolta concerti di giovani pianiste del territorio, è destinata a cambiare volto in modo radicale. L’ex senatrice, difatti, ha imposto un vincolo preciso e inoppugnabile: la struttura dovrà essere riconvertita in una scuola pubblica di musica o arte, un istituto cioè finanziato e riconosciuto dallo Stato o dagli enti locali, pensato per offrire nuove opportunità formative alle generazioni future.
Dalla politica alla solidarietà concreta
Rigorosa e mai rassegnatasi alla scomparsa della falce e martello, Pellegatta era figura legata a doppio filo con l’istruzione e la crescita civile. Se ne è avuta conferma anche durante i funerali, celebrati nella chiesa di Santa Maria del Cerro, dove il sacerdote officiante ne ha ricordato l’impegno costante con un’eloquente espressione: «Hai cercato di aggiustare il mondo». E proprio lì, in quella sua volontà di "aggiustare" le cose, risiede la portata straordinaria del lascito. Non si tratta, come ha voluto rimarcare lo stesso sindaco Ottaviani, di un semplice atto di generosità, ma di una vera e propria visione: investire nel futuro attraverso la cultura, combattere l’indifferenza contemporanea servendosi della creatività giovanile.
Le procedure per l’accettazione e il sopralluogo tecnico
Naturalmente, l’eredità non è ancora formalmente nelle mani del Comune, sebbene l’iter sia già stato avviato. L’amministrazione, ha spiegato il primo cittadino, procederà con l’accettazione del lascito con beneficio d’inventario – una cautela tecnica dovuta per legge – e ha già assicurato che saprà «onorare questa responsabilità». Nelle scorse ore è stato effettuato un sopralluogo all’interno della villa, alla presenza di alcuni parenti della defunta e dei tecnici comunali, per una prima valutazione dell’immobile in vista della futura destinazione. Una destinazione, quest’ultima, che passerà inevitabilmente da un bando pubblico, ma che già rappresenta un precedente raro nel panorama della politica locale: quello di una rappresentante delle istituzioni che, uscita di scena, sceglie di restare comunque al servizio della propria terra, trasformando la sua casa in una cattedrale di musica e arte a cielo aperto.




