Le lettere di Lucio Battisti alla madre e le chitarre degli esordi in asta da Finarte a Roma
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Una serie di missive private scritte a mano, due chitarre appartenute ai primissimi anni di carriera e un manoscritto di Lucio Dalla. Sono questi alcuni dei lotti più significativi che Finarte, la casa d'aste romana, metterà in vendita il prossimo 26 giugno, sia nella propria sede che attraverso le piattaforme online, in occasione dell'evento dedicato ad autografi e memorabilia storici, musicali e sportivi.
L'attenzione dei collezionisti, in particolare, si concentra sul materiale legato a Lucio Battisti, il cantautore nato nel marzo del 1943, e su un nucleo di cimeli che documentano il suo difficile e determinato esordio nel mondo della musica.
Il carteggio con la madre Dea
Tra il 1963 e il 1965, il giovane Lucio Battisti, allora poco più che ventenne, intrattenne con la madre Dea una fitta corrispondenza epistolare, un carteggio che oggi getta luce su un periodo cruciale della sua formazione artistica. Le lettere raccontano di speranze, di prime esperienze con gruppi come I Mattatori e di una quotidianità segnata da ristrettezze economiche e dalla lontananza da casa.
In una di queste missive, datata 15 ottobre 1963 e spedita da Verona, il futuro cantautore si preoccupa di rassicurare la famiglia sulle proprie condizioni, scrivendo di mangiare tre volte al giorno e di dormire a sufficienza. Le sue parole, dirette e prive di filtri, sono un tentativo di stemperare l'ansia dei genitori, ma anche la testimonianza di una vita semplice e concentrata su un unico, ossessivo obiettivo: sfondare nel panorama musicale italiano.
Due chitarre simbolo degli esordi
Accanto alle lettere, finiscono all'asta due chitarre che Battisti utilizzò proprio in quella fase iniziale del suo percorso, quando ancora si muoveva tra prime formazioni, viaggi e concerti, cercando di forgiare quella personalità artistica che l'avrebbe reso unico. Questi strumenti, oggetti fisici e carichi di storia, rappresentano un frammento tangibile della sua ricerca musicale, precedente alla scrittura dei grandi successi che ne avrebbero segnato la carriera.
Il loro valore, per i collezionisti, non risiede solo nella loro rarità o nella loro integrità strutturale, ma nella loro capacità di evocare un momento di passaggio, fatto di incertezze e di una determinazione che traspare con forza anche dalle parole scritte alla madre.
Il manoscritto di Lucio Dalla e gli altri cimeli
Il catalogo dell'asta non si limita però ai soli oggetti battistiani. Tra i lotti spicca anche il manoscritto della celebre "Canzone" di Lucio Dalla, altro cantautore nato nello stesso mese e anno di Battisti, a creare un ideale collegamento tra due giganti della musica leggera italiana. Insieme ai cimeli musicali, la vendita di Finarte propone una selezione eterogenea di memorabilia che spazia in altri ambiti, includendo oggetti appartenuti a Diego Armando Maradona, alcune reliquie legate a Gabriele D'Annunzio e persino cimeli storici della Mille Miglia.
L'evento, fissato per il 26 giugno, si presenta così come un'occasione per esplorare, attraverso oggetti e documenti, alcuni passaggi fondamentali della cultura italiana, con le stime dei lotti più attesi che già catalizzano l'interesse degli addetti ai lavori e degli appassionati.




