Lucio Battisti, le lettere alla madre e le chitarre dei Mattatori finiscono all'asta da Finarte

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Saranno battute il prossimo 26 giugno, nella sede romana di Finarte e contestualmente sulle piattaforme online della casa d'aste, alcune lettere inedite che il giovane Lucio Battisti inviò alla madre Dea tra il 1963 e il 1965, un carteggio che getta luce sugli anni della formazione e sulle prime, difficili esperienze musicali del cantautore, quando ancora non era il mito che tutti conosciamo.

La vendita rientra nell'appuntamento dedicato ad autografi, memorabilia storiche, musicali e sportive, e rappresenta un'occasione unica per i collezionisti di entrare in contatto con la sfera più intima e privata dell'artista, ben prima che la sua voce e le sue melodie conquistassero il pubblico italiano. Oltre alle lettere, il catalogo propone due chitarre appartenute a Battisti e un manoscritto di Lucio Dalla, elementi che contribuiscono a dipingere un affresco di un'epoca e di un ambiente musicale in fervente evoluzione, catturando l'attenzione di appassionati e addetti ai lavori.

Le lettere del 1963: "Mangio tre volte al giorno, dì a papà di non stare in pensiero"

Tra i lotti più toccanti e certamente più attesi figurano le missive indirizzate alla madre, scritte in un periodo in cui Battisti, ventenne, aveva da poco iniziato a suonare con I Mattatori e si trovava lontano da casa per inseguire il sogno della musica.

In una di queste lettere, datata 15 ottobre 1963, il giovane musicista cerca di rassicurare i genitori, descrivendo con precisione la sua quotidianità e le sue abitudini, quasi a voler fugare ogni timore sulle condizioni del figlio lontano: "Per quanto riguarda la mia permanenza a Verona puoi stare tranquilla: mangio tre volte al giorno e dormo con sufficienza", scrive, aggiungendo un affettuoso invito a non preoccuparsi e a riferire al padre di stare sereno.

Non si tratta, evidentemente, di semplici frasi di circostanza, ma della testimonianza concreta di un ragazzo che, pur affrontando le incertezze economiche e logistiche tipiche degli esordi, mostra una determinazione ferrea e una maturità sorprendente nel gestire il rapporto con la famiglia, in un'epoca in cui le comunicazioni erano ben più lente e rare di oggi.

Gli esordi tra Verona e le prime formazioni

Il nucleo più interessante della collezione è quello che riguarda la fase iniziale del percorso artistico di Battisti, quando il futuro cantautore si muoveva ancora tra prime formazioni, viaggi in pullman, concerti in locali di provincia e tentativi di costruire una propria identità musicale, ben lontano dai riflettori e dai grandi successi che sarebbero arrivati solo qualche anno più tardi.

Il carteggio con la madre racconta proprio questi anni di apprendistato e di speranza, in cui la voglia di sfondare si scontrava quotidianamente con le difficoltà materiali, e in cui ogni ingaggio rappresentava una conquista, come si evince dal tono tra l'ottimista e il rassicurante che permea le parole del giovane Lucio.

Le due chitarre messe all'asta, inoltre, rappresentano gli strumenti con cui Battisti si esibiva in quel periodo, veri e propri compagni di viaggio che hanno ascoltato i primi accordi e le prime improvvisazioni, prima che la sua scrittura trovasse una dimensione più matura e personale, e che oggi diventano oggetti di culto per chi segue la sua parabola artistica.

Le stime e il valore dei cimeli musicali

L'attenzione dei collezionisti è concentrata soprattutto sulle valutazioni economiche dei singoli pezzi, con le chitarre e le lettere che rappresentano i lotti di maggior pregio all'interno di un catalogo già di per sé ricco e variegato.

La casa d'aste Finarte, che ha curato la raccolta e la selezione dei materiali, ha fissato per i vari oggetti stime che riflettono non solo il valore storico e affettivo degli stessi, ma anche il loro ottimo stato di conservazione e la provenienza diretta dalla sfera privata dell'artista, un fattore che sul mercato delle memorabilia fa lievitare inevitabilmente il prezzo.

Il manoscritto di Lucio Dalla, altro pezzo forte della vendita, aggiunge ulteriore prestigio a un'asta che si preannuncia come uno degli eventi musicali dell'anno, capace di attrarre offerte da tutta Italia e dall'estero, in un momento in cui il mercato dei cimeli legati alla grande musica italiana è particolarmente vivace.

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