Trump e la bufala del "genocidio bianco" in Sudafrica: cosa è successo davvero alla Casa Bianca
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Redazione Esteri
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Sin dal suo insediamento, l’amministrazione Trump ha adottato politiche restrittive verso rifugiati e richiedenti asilo, salvo fare un’eccezione paradossale: gli afrikaner, la minoranza bianca sudafricana discendente dai coloni olandesi, protagonista per decenni dell’apartheid. Una scelta che ha raggiunto il culmine dell’assurdo durante l’incontro del 21 maggio tra il presidente americano e il suo omologo sudafricano, Cyril Ramaphosa, trasformato in una passerella per teorie complottiste.
Trump, infatti, ha rilanciato la falsa narrativa del "genocidio dei bianchi" in Sudafrica, mostrando foto che ritraevano presunti agricoltori afrikaner perseguitati. Peccato che quelle immagini provenissero dal Congo, come hanno dimostrato fact-checker indipendenti. Una svista non casuale, considerando che la Casa Bianca ha più volte definito "razzista" la riforma agraria sudafricana, volta a ridistribuire terreni storicamente concentrati nelle mani del 7% della popolazione bianca.
Lo Studio Ovale, in questa fase, sembra essersi trasformato in un ring diplomatico. Dopo l’umiliazione pubblica inflitta al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, toccò a Ramaphosa subire il trattamento intimidatorio di Trump, che lo attaccò davanti alla stampa. Eppure, a differenza di altri, il leader sudafricano è uscito dall’incontro sorridendo, quasi avesse superato una prova. «Mi ha ascoltato», ha dichiarato, nonostante il circo mediatico costruito attorno all’evento, incluso un barbecue con salsicce boere e l’ostentazione di simboli religiosi strumentalizzati.
I media sudafricani, dal canto loro, hanno ironizzato sulla vicenda. «Cyril sopravvive al circo», ha titolato il Mail & Guardian, mentre il Daily Maverick ha sottolineato come Ramaphosa non si sia lasciato "zelenskyzzare". Ma al di là delle caricature, resta il fatto che Trump continui a legittimare teorie infondate, ignorando sia la complessità del passato coloniale sia le reali dinamiche socioeconomiche del Sudafrica. Senza contare che, nel frattempo, l’Europa si prepara a subire dazi del 50%, con l’Italia in prima linea tra farmaci e auto.




