Maltempo nel bresciano, frane e allagamenti: il bilancio dei soccorsi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   La notte appena trascorsa non ha portato tregua alle zone della Lombardia già messe in ginocchio dal maltempo, con i vigili del fuoco che hanno proseguito senza sosta le operazioni di soccorso e messa in sicurezza del territorio. Nella provincia di Brescia, in particolare, la situazione rimane critica a causa delle frane che hanno isolato alcune frazioni e delle esondazioni che hanno invaso centri abitati e infrastrutture viarie, costringendo le autorità a mettere in campo un dispositivo di protezione civile di notevole portata.

Sono circa duecento gli interventi complessivi effettuati dai vigili del fuoco nelle aree maggiormente colpite, un numero che testimonia la gravità di un evento meteorologico che ha messo a dura prova un territorio già fragilissimo dal punto di vista idrogeologico. L'attività si è concentrata principalmente nella Valle Camonica e in alcune zone del Pavese, dove si sono registrati blackout e danni alla rete elettrica, come a Vigevano, dove un cavo in tensione ha costretto all'evacuazione precauzionale di alcune abitazioni.

Il ponte crollato a Rino di Sonico e l'isolamento dell'alta valle

Uno degli episodi più drammatici di questa ondata di maltempo si è verificato a Rino di Sonico, dove la furia dell'acqua e il cedimento del terreno hanno causato il crollo di un ponte che scavalca il torrente Val Rabbia, una struttura che per fortuna era già stata chiusa al traffico in via precauzionale dalle autorità comunali.

La decisione di interdire il transito ha evitato conseguenze ben più gravi, ma il crollo ha comunque determinato l'isolamento di una porzione di territorio, rendendo di fatto impraticabile l'accesso all'Alta Valle Camonica e all'ospedale di Edolo, un nodo strategico per la sanità locale. Le frane che hanno colpito l'area sono state due e hanno completamente distrutto l'infrastruttura, mentre una colata di detriti ha invaso la carreggiata della strada statale SS42, che resta chiusa al traffico in attesa di valutazioni sulla sicurezza del versante.

Il ponte sul torrente rappresentava l'unico collegamento viabile per raggiungere le frazioni più alte e la sua perdita ha costretto i tecnici a istituire un senso unico alternato su una strada secondaria, che al momento rappresenta il solo varco per garantire i servizi essenziali alla popolazione residente.

L'esondazione dell'Oglio e le evacuazioni a Malonno

Più a valle, lungo il corso del fiume Oglio, l'acqua ha rotto gli argini in più punti, andando a invadere parte dell'abitato di Malonno, dove i vigili del fuoco hanno dovuto operare con mezzi movimento terra e idrovore per arginare una piena che minacciava case e attività commerciali. L'ondata di piena ha provocato l'allagamento di scantinati e piani terra, mentre i residenti hanno vissuto ore di apprensione cercando di mettere in salvo i beni di maggior valore, spesso senza riuscirci.

La situazione sul posto è monitorata costantemente dai GOS, i Gruppi Operativi Speciali dei vigili del fuoco, che stanno coordinando le operazioni di contenimento delle acque, utilizzando sacchetti di sabbia e barriere mobili per deviare il flusso lontano dalle zone più densamente abitate. Il livello del fiume, seppur in lenta diminuzione, resta critico e i tecnici non escludono ulteriori fuoriuscite se le precipitazioni dovessero intensificarsi nuovamente, anche se al momento le previsioni indicano un miglioramento delle condizioni atmosferiche per le prossime ore.

Le operazioni di soccorso sono rese particolarmente difficili dalla conformazione del territorio, con strade strette e tortuose che complicano il transito dei mezzi pesanti, rallentando il trasporto del materiale necessario per la costruzione delle barriere di contenimento.

Lo sfollamento di 81 persone e i disagi in Val Brembana

Il bilancio degli sfollati, per ora, conta ottantuno persone che hanno dovuto lasciare le proprie case a causa del pericolo rappresentato dalle frane e dalle esondazioni, suddivise tra il lato di Rino di Sonico, dove sono state evacuate cinquantasette persone, e il lato di Garda, dove altre ventiquattro hanno trovato rifugio presso parenti o in strutture messe a disposizione dal comune.

L'evacuazione, disposta per motivi di sicurezza, ha riguardato principalmente le abitazioni più vicine al corso d'acqua e quelle situate in prossimità dei versanti franosi, dove il rischio di nuovi cedimenti rimane concreto, come dimostra il crollo del ponte che avrebbe potuto causare vittime se non fosse stato tempestivamente chiuso.

Oltre al bresciano, anche la vicina Val Brembana sta affrontando una situazione complicata, con numerosi danni segnalati a carico della viabilità minore e alcuni allagamenti che hanno creato disagi alla circolazione, seppur di entità inferiore rispetto a quanto accaduto in Valle Camonica.

La paura, in particolare tra gli anziani del posto, è palpabile, perché il ricordo dell'alluvione del 1987, che in quelle stesse zone fece cinque vittime e devastò interi paesi, è ancora vivo nella memoria collettiva, e il ripetersi di eventi così violenti riporta alla mente gli scenari di quasi quarant'anni fa, quando il territorio subì una ferita che impiegò anni a rimarginarsi.

I duemila interventi e la messa in sicurezza della rete elettrica

Il quadro complessivo degli interventi dei vigili del fuoco, che hanno operato ininterrottamente per tutta la giornata di ieri e per tutta la notte, parla di circa duecento uscite tra le province di Brescia, Bergamo e Pavia, un numero destinato probabilmente a salire nelle prossime ore man mano che verranno completati i sopralluoghi per la verifica della stabilità degli edifici e delle infrastrutture.

A Vigevano, nel Pavese, gli operatori sono stati impegnati per gran parte della serata a causa di un guasto alla linea elettrica che ha causato l'interruzione della corrente in diverse abitazioni della zona di via Toscana, dove un cavo ha scaricato scintille pericolose, costringendo i vigili del fuoco a isolare l'area in attesa dell'arrivo dei tecnici di Enel per il ripristino definitivo del servizio.

La prontezza dell'intervento ha evitato il propagarsi di incendi o folgorazioni, ma il blackout ha comunque creato notevoli disagi a residenti e commercianti, già provati dalle recenti ondate di maltempo che hanno interessato la regione.

La macchina dei soccorsi, coordinata dalle prefetture e dalla protezione civile, rimane in stato di massima allerta, con squadre pronte a intervenire in caso di nuove emergenze, mentre i sindaci dei comuni colpiti stanno predisponendo gli atti per la richiesta dello stato di calamità naturale, necessario per accedere ai fondi di ricostruzione e indennizzo per i danni subiti da privati e imprese.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.