Russia schiera navi armate di missili Kalibr nel Mediterraneo, Kiev denuncia l’escalation
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Redazione Esteri
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Tre unità navali russe, tra cui una portaerei equipaggiata con missili da crociera Kalibr, sono state dispiegate nel Mar Mediterraneo. Lo ha reso noto la Marina militare ucraina, citando fonti ufficiali, in un comunicato ripreso dall’agenzia RBC-Ucraina. La presenza delle navi, definita “una minaccia” dalla controparte di Kiev, rientra in una strategia di pressione che Mosca sta esercitando sull’area, già al centro di tensioni geopolitiche. La piattaforma missilistica sarebbe in grado di lanciare una salva di quattro Kalibr, sistema d’arma avanzato e versatile, impiegato più volte nel conflitto in Ucraina.
L’annuncio arriva nello stesso giorno in cui il presidente Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di aver intensificato gli attacchi contro i centri urbani ucraini. “Sette giorni di terrore deliberato”, ha scritto su X, riferendosi a oltre 1.800 droni, 1.200 bombe guidate e 83 missili lanciati nell’ultima settimana. Sebbene le difese aeree abbiano intercettato parte degli ordigni, la portata dell’offensiva dimostra una chiara volontà di logorare il morale della popolazione.
Intanto, sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha confermato che Vladimir Putin intende rafforzare i rapporti con la Corea del Nord, auspicando nuovi incontri con Kim Jong Un “il prima possibile”. Le dichiarazioni, riportate dall’agenzia Tass, giungono dopo il colloquio tra Lavrov e il leader nordcoreano a Wonsan, località simbolo del recente sviluppo infrastrutturale del Paese. Il Cremlino, tuttavia, ha smentito l’ipotesi di una visita imminente di Kim in Russia.




