Vincenzo Mollica e il Parkinson: «Mi arrangio, con alti e bassi, ma il bicchiere è sempre mezzo pieno»
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Redazione Salute
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Nell’attesa della Giornata Mondiale del Parkinson, che cadrà l’11 aprile, la Fondazione Limpe per il Parkinson ETS ha diffuso un videomessaggio destinato a lasciare il segno, non tanto per la sua natura istituzionale – siamo lontani da certi formalismi – quanto per la schiettezza di chi lo firma. Protagonista è Vincenzo Mollica, giornalista e scrittore dalla lunga carriera, affiancato dal suo neurologo, il dottor Massimo Marano. Lui, Mollica, non usa giri di parole: «Mi arrangio, con alti e bassi, ma il bicchiere è sempre mezzo pieno». Una frase che diventa, di fatto, un manifesto silenzioso, privo di retorica, capace di raccontare la quotidianità di una malattia neurodegenerativa senza cedere né allo sconforto né a facili ottimismi.
«Non arrendersi alla malattia»: il messaggio del video e il ruolo della ricerca
Il breve audiovisivo, realizzato con la fotografia di Matteo De Angelis e il montaggio di Davide Ceccarelli, si trasforma in un invito concreto: non gettare le armi di fronte alla patologia, ma guardare con fiducia agli studi scientifici in corso. È il neurologo Marano, del resto, a portare il punto di vista di chi ogni giorno incrocia le difficoltà dei pazienti, senza mai perdere di vista le potenzialità delle terapie sperimentali e delle nuove frontiere farmacologiche. La Fondazione Limpe, che da anni sostiene la ricerca indipendente sul Parkinson, ha scelto proprio la forza di una testimonianza personale – quella di Mollica – per ricordare che la gestione della malattia non è mai lineare. Alti e bassi, appunto. Ma anche la capacità di ritrovare un equilibrio, magari imperfetto, però reale.
Il decalogo anti-Parkinson e il tavolo di lavoro all’Istituto Superiore di Sanità
A poche ore dalla ricorrenza, un’altra iniziativa ha preso forma. Giangi Milesi, presidente della Confederazione Parkinson Italia – che riunisce una trentina di associazioni volontarie tra regionali, provinciali e cittadine, per un totale di oltre diecimila tra pazienti, familiari e caregiver – ha annunciato un risultato tutt’altro che scontato. «Il giorno prima della prossima giornata mondiale, con l’aiuto di Giovanni Vanacore dell’Istituto Superiore di Sanità, siamo riusciti a riunire presso il principale ente italiano di ricerca per la salute pubblica chi fa le leggi, chi fa ricerca, chi cura e chi vive ogni giorno con questa malattia». Hanno aderito, tra gli altri, il presidente dell’ISS Rocco Bellantone, il ministro della salute Schillaci, la senatrice Murelli, il ministro Mennini e Antonio Fortino di Agenas. Ma non solo: presenti anche l’Associazione Italiana Parkinson e quella dei Giovani Parkinsoniani, ovvero coloro che hanno sostenuto il tavolo di lavoro avviato l’anno scorso dallo stesso ISS.
Necessità cliniche, sociali ed economiche: lo strumento operativo per le Regioni
L’obiettivo di quel confronto, va detto, non era astratto. Serviva a enucleare – parola usata da Milesi – le vere necessità clinico-assistenziali, sociali ed economiche dei malati, dei loro familiari e dei caregiver. Da lì, programmare interventi assistenziali e formazione degli operatori, senza dimenticare tre pilastri: riabilitazione, domiciliarità e teleservizi. Il tutto per creare uno strumento operativo concreto, da applicare alle diverse realtà regionali e locali, collegandosi al Piano Nazionale Cronicità aggiornato alle riforme del PNRR sull’assistenza territoriale. Mentre Mollica, nel suo video, parla a cuore aperto di quel bicchiere mezzo pieno, la macchina istituzionale prova a tradurre la resilienza in atti amministrativi. Due piani distinti, certo, ma che nella giornata dell’11 aprile finiscono per incrociarsi.




