Tuffo nella notte alla piscina Romano di Milano, 28enne peruviano muore annegato
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Redazione Interno
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Non c'è stato nulla da fare per il giovane di 28 anni, di origini peruviane, che nella notte tra giovedì 2 e venerdì 3 luglio ha perso la vita annegato nella piscina comunale "Guido Romano" di Milano. L'episodio, avvenuto in via Ponzio, nel quartiere Città Studi, si è consumato quando l'impianto sportivo era ormai chiuso al pubblico da alcune ore, dopo le 21 come da orario estivo.
Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo, identificato come Alfredo Encarnacion Arustigue, si sarebbe introdotto all'interno della struttura insieme ad altri tre amici, scavalcando presumibilmente uno dei cancelli laterali che si affacciano su via Zanoia. Il gruppo aveva deciso di fare un bagno notturno, ma quella che si presentava come una "bravata" si è trasformata in una tragedia in pochi istanti.
La dinamica e l'allarme
Il 28enne, che lo scorso 10 giugno aveva compiuto gli anni, si sarebbe tuffato nella vasca, ma dopo essere entrato in acqua avrebbe iniziato ad annaspare, finendo poi sott'acqua senza più riemergere. Le cause del malore o dell'incapacità di rimanere a galla non sono ancora chiare, e gli investigatori stanno lavorando per fare luce su quanto accaduto.
Sul posto, poco prima della mezzanotte, è arrivata la chiamata al numero unico di emergenza 112 da parte degli amici che assistevano alla scena, i quali hanno immediatamente lanciato l'allarme. Pochi minuti dopo sono giunti i soccorritori del 118, i Vigili del fuoco e diverse pattuglie della polizia di Stato e della polizia locale, i cui uffici del Comando di Zona 3 confinano proprio con il lato di via Ponzio dell'impianto sportivo.
I soccorsi e il decesso
Quando i sanitari dell'Areu sono riusciti a recuperare il corpo del giovane dalla piscina, per lui era già in corso un arresto cardiaco. I tentativi di rianimazione, praticati a lungo sul posto, si sono rivelati purtroppo vani; il 28enne è stato quindi trasportato d'urgenza in codice rosso all'ospedale Policlinico di Milano, dove è deceduto poco dopo il suo arrivo. La salma è stata a disposizione dell'autorità giudiziaria per gli accertamenti di rito.
Sul luogo della tragedia, gli agenti della polizia scientifica hanno effettuato i rilievi del caso per diverse ore, cercando di ricostruire la dinamica esatta dell'accaduto e raccogliendo tutte le tracce utili alle indagini. Fondamentale per gli investigatori sarà anche l'ascolto delle testimonianze dei tre amici che erano in compagnia della vittima, già identificati e sentiti dalla polizia per chiarire i contorni di una vicenda che ha sconvolto la città.
Le indagini e la sicurezza dell'impianto
Le ipotesi al vaglio degli inquirenti sono molteplici: si cerca di capire se il 28enne possa essere stato vittima di un malore, magari causato dallo sbalzo termico tra il caldo torrido della serata estiva e la temperatura più fresca dell'acqua, oppure se sia annegato nella parte più profonda della vasca, che raggiunge i tre metri, non riuscendo a nuotare. Gli investigatori stanno anche verificando se il ragazzo avesse consumato alcolici prima di entrare in acqua, un elemento che potrebbe aver giocato un ruolo determinante nell'accaduto.
La tragedia, però, ha subito aperto un dibattito sulla sicurezza della piscina pubblica, con esponenti del centrodestra milanese che hanno sollevato dubbi e critiche, parlando di un fenomeno di intrusioni notturne noto e segnalato da tempo. Secondo quanto riportato, i residenti della zona avrebbero più volte segnalato accessi abusivi alla struttura, chiedendo un rafforzamento delle misure di sicurezza e della vigilanza, richieste che sarebbero però rimaste inascoltate.




