Byd fermata dall'Istituto per l'Autodisciplina Pubblicitaria, la campagna "Purefication" è sleale

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Giurì dell’Istituto per l’Autodisciplina Pubblicitaria ha imposto la cessazione della campagna promossa da Byd Industria Italia Srl, stabilendo che le comunicazioni commerciali denominate “Operazione Purefication” violano i principi di correttezza e veridicità. La decisione, che fa seguito al ricorso presentato da Groupe PSA Italia SpA del gruppo Stellantis, obbliga il costruttore cinese a rimuovere ogni materiale relativo all’iniziativa da tutti i canali, scrivendo così di fatto la parola fine su una delle operazioni di marketing più discusse degli ultimi mesi nel settore automotive.

I termini della contestata operazione commerciale

Lanciata all’inizio dell’anno, la campagna prometteva incentivi fino a diecimila euro per l’acquisto di un modello ibrido o elettrico del marchio, a condizione della rottamazione di un’autovettura equipaggiata con un motore a cinghia di distribuzione a bagno d’olio. Una formula, questa, che – pur senza mai nominare esplicitamente il gruppo rivale – costituiva un chiaro riferimento ai problemi tecnici che hanno interessato i propulsori PureTech di Stellantis, i quali, com’è noto, utilizzano proprio quel tipo di architettura. Il messaggio, veicolato attraverso diversi mezzi, insinuava dunque una superiorità tecnologica e un minore rischio di guasti per le proprie vetture, sollevando perplessità in merito alla liceità del confronto indiretto.

La pronuncia del Giurì e i limiti della pubblicità comparativa

Secondo il collegio giudicante, l’operazione ha oltrepassato i confini di una leale pubblicità comparativa, configurando invece una forma di denigrazione implicita che può indebitamente influenzare le scelte dei consumatori. Il Giurì, il cui compito è vigilare sulla correttezza dei messaggi commerciali nel rispetto del Codice di Autodisciplina, ha ritenuto che la comunicazione di Byd, nella sua costruzione, potesse indurre a ritenere come universalmente inaffidabile e superata un’intera categoria di motori, piuttosto che limitarsi a evidenziare oggettive differenze tecniche. Una valutazione che, inevitabilmente, riaccende il dibattito sui limiti entro i quali un’azienda possa spingersi nel criticare, sia pure in modo velato, i prodotti di un concorrente per promuovere i propri.

Il precedente e il contesto competitivo

La pronuncia segna un precedente significativo in un mercato, come quello italiano, sempre più agguerrito, dove i nuovi player elettrificati esercitano una pressione crescente sui costruttori tradizionali. La strategia di Byd, sebbene aggressiva, rientra in una tendenza osservabile a livello globale, dove le case automobilistiche cinesi stanno cercando di ritagliarsi quote di mercato anche attraverso campagne di rottamazione mirate. Tuttavia, l’intervento dell’organismo di autodisciplina ribadisce l’importanza di mantenere la competizione su un piano di correttezza informativa, a tutela tanto delle imprese quanto del pubblico, il quale deve poter compiere scelte consapevoli basate su dati veritieri e non su suggestioni generiche. La rimozione degli spot e di ogni riferimento alla “Purefication” rappresenta l’epilogo di una vicenda che ha tenuto banco per settimane, dimostrando come il settore rimanga sotto stretta osservazione per quanto riguarda le sue strategie comunicative.

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