Scerni, Andrea Di Risio muore a 21 anni nella cantina sociale: doveva laurearsi in Scienze motorie

Scerni, Andrea Di Risio muore a 21 anni nella cantina sociale: doveva laurearsi in Scienze motorie
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Aveva 21 anni e ne avrebbe compiuti 22 a novembre. Andrea Di Risio, studente di Scienze motorie a un passo dalla laurea triennale, è morto nelle prime ore di giovedì 15 ottobre mentre lavorava come operaio stagionale all'interno della cantina sociale San Panfilo, in contrada Piano Scancello, a Scerni, in provincia di Chieti. Il giovane, come tanti coetanei della zona, arrotondava durante il periodo della vendemmia.

La dinamica dell'incidente

Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo era impegnato in operazioni di pulizia delle vasche utilizzate per la lavorazione del vino quando, per cause ancora in corso di accertamento, sarebbe caduto perdendo i sensi. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi è quella di un'intossicazione dovuta alle esalazioni di anidride carbonica, che tende a depositarsi sul fondo delle vasche, ma la dinamica esatta resta da chiarire. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri della Compagnia di Atessa e il personale sanitario del 118. Per il ventunenne non c'è stato nulla da fare.

Le indagini della Procura

La Procura di Vasto ha aperto un'inchiesta e disposto il sequestro della vasca. La pm Silvia Di Nunzio ha ordinato l'autopsia sul corpo del giovane, che sarà trasferita all'obitorio di Chieti. I militari dell'Arma stanno interrogando i colleghi presenti in azienda per ricostruire con precisione quanto accaduto e verificare se il ragazzo stesse operando da solo e se fossero rispettate le misure di sicurezza previste.

Il cordoglio delle istituzioni

Il sindaco di Scerni, Daniele Carlucci, si è recato sul luogo dell'incidente e ha espresso il cordoglio dell'amministrazione. Il presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna, ha dichiarato: «Questa ennesima tragedia sul lavoro richiama tutti, istituzioni, imprese e parti sociali, alla responsabilità di rafforzare ogni azione necessaria a garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro. La tutela della vita e della dignità dei lavoratori deve essere una priorità assoluta e irrinunciabile. Non possiamo rassegnarci a perdere vite umane mentre si lavora».

Un fenomeno che non si arresta

La morte di Di Risio riporta l'attenzione sui numeri degli infortuni mortali in Italia. Secondo i dati Inail relativi ai primi otto mesi del 2026, le denunce di infortunio con esito mortale sono state 498, in aumento del 5,4 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. L'Anmil, l'associazione che rappresenta i lavoratori mutilati e invalidi, stima oltre 700 vittime da gennaio, includendo anche gli incidenti in itinere, e chiede l'istituzione del reato autonomo di omicidio sul lavoro.

Il settore agricolo, cui appartiene la cantina sociale di Scerni, figura tra quelli a maggiore rischio insieme all'edilizia.

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