Trovato morto l'attivista Mazen al-Hamada nel carcere di Sednaya

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   DAMASCO – Il corpo di Mazen al-Hamada, noto attivista siriano, è stato ritrovato nel famigerato carcere di Sednaya, situato a circa trenta chilometri dalla capitale siriana. Questo luogo, definito da Amnesty International come un "mattatoio umano", è stato teatro di torture e impiccagioni durante il regime di Bashar al-Assad. Al-Hamada, simbolo della brutalità del regime, era stato detenuto per oltre un anno e mezzo con l'accusa di aver tentato di introdurre illegalmente latte in polvere per neonati nel 2012.

Dopo la caduta del regime, il carcere è stato aperto e i detenuti rilasciati. Migliaia di persone si sono radunate davanti alla prigione nella speranza di avere notizie dei loro cari scomparsi. All'interno del carcere, sono state trovate tracce di torture e impiccagioni, testimoniando gli orrori subiti dai prigionieri.

Al-Hamada, con gli occhi scavati e profondi tagli sui polsi, era diventato il simbolo degli abusi commessi dal regime siriano. Le sue denunce avevano portato alla luce le atrocità perpetrate a Sednaya, costringendo il mondo a non chiudere gli occhi di fronte alla brutalità del regime. Purtroppo, l'attivista non ha vissuto abbastanza per vedere la caduta di Bashar al-Assad. Il suo corpo è stato ritrovato nel carcere, segnato dalle torture subite.

La scoperta del corpo di al-Hamada ha suscitato profonda commozione e indignazione tra coloro che lo conoscevano e che avevano seguito le sue battaglie per i diritti umani

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