Bonus casa in eredità: le nuove regole per le rate residue
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Redazione Economia
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L'Agenzia delle Entrate, con il principio di diritto numero 7 del 2025, ha chiarito una volta per tutte le regole per trasferire le detrazioni edilizie in caso di successione. La circolare distingue il momento in cui si acquisisce il diritto all'agevolazione da quello in cui la si può esercitare concretamente. In caso di decesso di chi ha effettuato i lavori, il diritto a detrarre le rate residue passa automaticamente all'erede, anche se questi non ha ancora il possesso materiale dell'immobile nell'anno di apertura della successione.
Quando l'erede può usare le detrazioni
La fruizione pratica del beneficio fiscale è però soggetta a una condizione precisa. L'erede potrà utilizzare le detrazioni solo a partire dagli anni fiscali in cui detiene in modo diretto e continuativo l'immobile. Questo significa che, se la proprietà è data in locazione o in comodato, il periodo di detrazione viene sospeso.
La sospensione non fa perdere il diritto
La normativa non richiede che la detenzione sussista necessariamente nell'anno del decesso. Questo evita di penalizzare situazioni legittime, come un immobile temporaneamente non occupato. Al termine di un eventuale contratto di locazione, sarà possibile beneficiare nuovamente delle rate residue ancora spettanti, senza che il diritto vada perduto.
Stabilità dell'agevolazione prima casa
Viene anche escluso che un semplice cambio di destinazione d'uso, da abitazione a ufficio, comporti di per sé la perdita dell'agevolazione "prima casa", a meno che non sussistano elementi per configurare una condotta in mala fede. L'Agenzia delinea così un percorso definito per gli eredi, separando l'acquisizione del diritto dalla sua realizzazione nel tempo.




