Iran, il giallo dei funerali di Khamenei: l’uomo mascherato è Mojtaba? La nuova Guida resta invisibile

Iran, il giallo dei funerali di Khamenei: l’uomo mascherato è Mojtaba? La nuova Guida resta invisibile
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nel corso delle esequie di Ali Khamenei, si è scatenato un vero e proprio giallo che tiene banco in Iran e sui social network, alimentato da un dettaglio sfuggito a molti ma diventato subito virale. Durante la settimana di cerimonie che si sono concluse il 9 luglio con la tumulazione della salma nel mausoleo dell’Imam Reza, a Mashhad, l'attenzione si è concentrata su una figura misteriosa apparsa in alcune immagini ufficiali.

Un uomo con il volto coperto da una mascherina nera e un berretto scuro è stato immortalato in seconda fila, a pochi passi dalla bara, durante un evento privato riservato ai familiari e agli amici più stretti dell'ayatollah. La sua presenza, in un contesto di massima riservatezza, ha immediatamente innescato un vortice di ipotesi tra gli utenti iraniani, molti dei quali hanno identificato in quell'individuo la nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, figlio del defunto leader.

Il mistero della mascherina e il dibattito sui social

La comparsa dell'uomo mascherato ha scatenato un putiferio sul web, con analisi fotogramma per fotogramma per cercare di stabilire se si trattasse effettivamente di Mojtaba Khamenei. Le immagini diffuse dall'emittente statale mostrano l'individuo in posizione di rilievo, mentre un altro dei figli di Ali Khamenei, Mostafa, guidava la preghiera. Gli utenti hanno paragonato corporatura, altezza e persino gli occhiali dell'uomo mascherato con quelli della nuova Guida, nel tentativo di trovare una corrispondenza.

La discussione, che ha diviso gli iraniani tra chi è convinto di aver individuato il nuovo leader e chi invece ritiene si tratti di un altro parente, è stata ulteriormente alimentata dalla diffusione di video generati dall'intelligenza artificiale che mostravano Mojtaba in abiti civili tra la folla a Teheran, circostanza che era stata preannunciata anche da alcuni giornalisti vicini al regime.

L'assenza prolungata di Mojtaba Khamenei

L'enigma legato alla sepoltura del padre si inserisce in un quadro ben più ampio di mistero che avvolge la figura di Mojtaba Khamenei, da quando è stato nominato Guida Suprema quattro mesi fa. Il leader, che ha ereditato il ruolo dal padre in un momento di estrema tensione e conflitto aperto con gli Stati Uniti e Israele, non ha mai effettuato una comparsa pubblica dalla sua ascesa al potere.

Una scelta inusuale e, secondo alcuni osservatori, pericolosa, che ha alimentato voci e speculazioni sulle sue reali condizioni di salute, arrivando persino a ipotizzarne la morte, circostanza che il regime ha sempre categoricamente smentito. Fonti occidentali dell'intelligence confermano che Mojtaba è vivo, ma sollevano dubbi sul suo stato fisico, alimentati anche dal fatto che lo stesso Mojtaba sarebbe rimasto ferito nell'attacco israelo-americano del 28 febbraio in cui persero la vita il padre, la madre, la moglie e uno dei suoi figli.

Le ragioni di un'eredità contestata e il ruolo dei Pasdaran

La mancata partecipazione di Mojtaba ai funerali del padre, sebbene secondo indiscrezioni avesse espresso il desiderio di esserci, sarebbe stata dettata da ragioni di sicurezza. A porre il veto sulla sua presenza sarebbero stati i Pasdaran, il potente corpo dei Guardiani della Rivoluzione, che avrebbero ritenuto impossibile garantire la sua incolumità in un evento che ha attirato centinaia di milioni di persone in un clima di altissima tensione.

La sua nomina stessa, avvenuta il 7 marzo, fu il risultato di una complessa partita di potere all'interno del regime, in cui il sostegno dei Pasdaran è stato determinante per superare le resistenze di una parte del clero. La sua figura, infatti, è controversa anche per le basse credenziali teologiche, che hanno spinto il regime a tentare di legittimarlo con il titolo di "Ayatollah" solo pochi anni fa, un passaggio fondamentale per ricoprire il ruolo di Guida Suprema.

Un leader invisibile per una Repubblica Islamica in guerra

L'assenza di Mojtaba Khamenei rappresenta quindi una scelta obbligata e al tempo stesso un azzardo per il regime, che si trova a gestire un vuoto di potere simbolico in un momento critico. Le esequie del padre, che hanno rappresentato un'occasione per mostrare la forza e il consenso popolare alla Repubblica Islamica, non hanno fatto che acuire il mistero sul suo nuovo leader, il quale, nonostante sia la massima autorità politica, militare e religiosa dell'Iran, rimane di fatto un'ombra.

Sebbene l'uomo mascherato ai funerali abbia rianimato le speranze di chi cercava un segnale della sua esistenza, la realtà dei fatti è che la Guida Suprema continua a governare un paese in guerra senza mostrare il proprio volto, un'anomalia che potrebbe minare ulteriormente la sua credibilità e la stabilità di un sistema già provato da profonde divisioni interne.

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