Chanel Totti e il peso della prima notte a Pechino Express: il racconto tra pentimento e riso bianco
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’esperienza dentro un reality come Pechino Express, si sa, mette a dura prova anche i concorrenti più temprati, ma per Chanel Totti, la secondogenita di Francesco Totti e Ilary Blasi, lo shock è stato talmente forte da farle vivere un momento di autentico pentimento già nelle primissime ore. Ospite di Supernova, il podcast di Alessandro Cattelan, la ragazza ha ripercorso le tappe di un’avventura che, al netto della visibilità e del gioco, si è rivelata una sfida soprattutto interiore. La confessione è arrivata senza filtri: è stata proprio quella prima notte, lontana dalle telecamere e dalle aspettative, il frangente in cui ha dubitato della sua scelta di partire. Una fragilità, la sua, che ha trovato sfogo nell’amico e compagno di viaggio Filippo Laurino, figlio dell’agente della madre, con il quale forma la coppia de I Raccomandati, e che in quel frangente ha dovuto incassare tutta la sua frustrazione.
Ma cosa ha scatenato quella reazione così intensa? A emergere dal racconto di Chanel è soprattutto la discrepanza tra ciò che immaginava e la realtà spartana del programma. La ragazza ha ammesso candidamente di non essere stata preparata a doversi procurare il cibo da sola, un dettaglio non da poco per chi, come lei, ha dichiarato di essere particolarmente schizzinosa a tavola. «Io questa cosa non la sapevo che non c’era il cibo», ha spiegato, «l’ho scoperto lì». Un’ignoranza che ha pagato a caro prezzo, costringendola a sopravvivere a base di riso bianco, l’unico alimento che riuscisse a superare il vaglio delle sue rigide preferenze alimentari, lontano da salse e spezie che proprio non tollera. A complicare il quadro, dei ritmi di produzione che hanno dell’incredibile: sveglie all’alba e sessioni di gara che si protraevano fino a sera, lasciando i concorrenti letteralmente senza forze.
Non è mancato, nel corso della chiacchierata con Cattelan, un passaggio sugli imprevisti legati alla meccanica stessa del gioco. Chanel e Filippo hanno ricordato i frequenti controlli delle forze dell’ordine locali, attirati dal loro gestire forsennato per farsi dare un passaggio, un’immagine che rende l’idea della dimensione a tratti surreale del viaggio. Un’esperienza totalizzante, a quanto pare, tanto da creare un bisogno di distacco una volta rientrati: i due, complici anche la stanchezza e il ritorno alla vita normale, hanno sentito il bisogno di non sentirsi per un mese intero, quasi a voler elaborare separatamente quanto vissuto.
La scoperta di sé e il confronto con l’immagine pubblica
Al di là delle dinamiche da reality, la partecipazione a Pechino Express ha rappresentato per Chanel anche un’occasione per misurarsi con la propria immagine, lontano dai riflettori che l’hanno vista crescere. La giovane, iscritta alla facoltà di Scienze della Comunicazione, un percorso che ha intrapreso dopo il diploma e che concilia con queste esperienze, ha sempre mostrato una certa ritrosia a sfruttare il cognome che porta. Ne è stata una prova l’imbarazzo mostrato quando Filippo, durante un autostop in Indonesia, ha rivelato la sua identità a un autista fan di Francesco Totti, una carta che lei non avrebbe voluto giocare. Una ritrosia che cozza con la spontaneità e la schiettezza che le hanno fatto guadagnare le simpatie del pubblico, mostrando un carattere che mescola la determinazione della madre a una timidezza di fondo che la porta a gestire in solitudine molte dinamiche personali.
Il reality, d’altronde, l’ha costretta a fare i conti con le proprie debolezze, a partire da una pigrizia che lei stessa non ha esitato a confessare. Ammettere di non alzarsi nemmeno per un bicchiere d’acqua e di essere stata proiettata in un meccanismo dove ogni spostamento e ogni pasto sono una conquista, rende la misura di quanto l’esperienza l’abbia segnata. Un aspetto, questo, che l’ha portata a riflettere sulla propria resilienza, scoprendo di poter contare su risorse interiori che forse nemmeno sospettava di avere, imparando a convivere con la fatica e a trovare un equilibrio in condizioni proibitive.
Le ombre del divorzio e la gestione del dolore privato
Durante il suo intervento a Supernova, inevitabilmente, il discorso è scivolato anche sulle vicende familiari che hanno tenuto banco sulle cronache rosa per mesi. Con una lucidità che sorprende per la sua giovane età, Chanel ha affrontato il tema del divorzio dei genitori, un passaggio doloroso che ha vissuto in prima linea. «Non è facile né semplice leggere certe cose, quando sai la reale versione dei fatti», ha commentato, mettendo in luce il disagio di chi si vede raccontare una realtà che non corrisponde a quella vissuta tra le mura di casa. Una posizione, la sua, che ribadisce la volontà di preservare uno spazio intimo, lontano dalle chiacchiere e dalle ricostruzioni sommarie.
E se il rapporto con la famiglia resta centrale, la ragazza non ha perso occasione per tratteggiare con ironia le differenze caratteriali tra i suoi genitori. Da una parte un papà più tranquillo e riservato, che prima della partenza l’ha salutata con un semplice «sii te stessa e divertiti» -6; dall’altra una mamma che, a suo dire, «la faccio esaurire» con le sue uscite e i suoi ritmi serrati. Un ritratto affettuoso e genuino, che conferma come, nonostante le difficoltà e l’esposizione mediatica, per Chanel Totti la priorità resti la normalità degli affetti e la possibilità di crescere, anche attraverso un’esperienza estrema come quella di Pechino Express, senza lasciarsi definire esclusivamente dal cognome che porta.




