Hiv, nuovi casi e la storia di Fiore Crespi con l'abito di Moschino
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Redazione Salute
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I dati più recenti, che fotografano una situazione in continua evoluzione, indicano come dall'inizio dell'anno ventisei persone siano risultate positive al virus dell'Hiv, un numero che si inserisce in un contesto ben più ampio dove sono oltre un migliaio i pazienti seguiti regolarmente dai reparti di Malattie Infettive. Il quadro nazionale, del resto, è delineato con precisione dalle cifre del 2023, le quali rivelano che duemilatrecentoquarantanove individui hanno scoperto per la prima volta la propria sieropositività, un'incidenza che si traduce in quattro nuove diagnosi ogni centomila residenti; di queste, centosessantatre nuove infezioni sono state registrate nella sola regione Veneto, un dato che invita a una riflessione approfondita.
Il ricordo di un gesto diventato icona
In un clima di attenzione rinnovata verso la prevenzione, la modella trevigiana Fiore Crespi, oggi ottantasettenne, rievoca con i giornalisti la sfilata per Moschino durante la quale indossò il corpetto ricoperto di preservativi, fiocchetti rossi e leccalecca, un'opera d'arte sartoriale divenuta il simbolo di una campagna di sensibilizzazione contro l'Aids. "All'epoca ero piuttosto critica, devo ammetterlo, e non era affatto qualcosa che mi convinceva pienamente", racconta, sottolineando con la voce quanto fosse forte in lei il desiderio che il messaggio non apparisse volgare o legato a una mera esaltazione della sessualità, ma si mantenesse su un piano di pura e semplice prevenzione. "E così è stato, in effetti: lo guardo oggi e mi piace", conclude, mentre tiene tra le mani quel prezioso reperto di una battaglia civile.
Una personalità fuori dal comune
La sua determinazione, che traspare da uno sguardo limpido e da un fisico esile ma carico di energia, è stata la forza motrice di una vita spesa all'insegna della libertà e della rottura degli stereotipi. Fiore Crespi, definendosi una persona da sempre infastidita dall'arroganza e animata da un desiderio insopprimibile di fare cose insolite, ha fatto della sua esistenza una testimonianza concreta di come si possa lottare, senza mai piegarsi, contro le paure immotivate e lo stigma sociale che troppo spesso circondano certe malattie.
L'impegno che continua nel tempo
Proprio in questi giorni, indossando nuovamente quel corpetto nella sede dell'Usl di Treviso, ha dato il via alle iniziative per celebrare i quarant'anni di attività dell'Anlaids, l'associazione nazionale per la lotta contro l'Aids, le cui manifestazioni principali si terranno nella città veneta tra il 21 e il 22 novembre. Un gesto, il suo, che va ben oltre la rievocazione di un momento di moda, trasformandosi in un potente richiamo all'importanza di non abbassare la guardia e di sostenere la ricerca scientifica, la quale, nonostante i progressi, vede ancora molte persone dover convivere con il virus.




