Hiv, a Treviso la storia di Fiore Crespi e i nuovi dati sulle diagnosi

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Fiore Crespi tiene ancora tra le mani, con una cura che va oltre il valore materiale, quel corpetto che nel 1995, audacemente ricoperto di profilattici, fiocchetti rossi e leccalecca, divenne il simbolo inequivocabile della campagna di Moschino per la prevenzione contro Aids e Hiv. L'ex modella milanese, che oggi ha 87 anni e risiede a Treviso, se l'è riportato al petto, quasi un gesto di testimonianza, nella sede dell'Usl della Marca per rilanciare le iniziative legate ai 40 anni di Anlaids, associazione che da sempre è in prima linea nella lotta contro la sindrome. Gli eventi, che si concentreranno proprio nel trevigiano tra il 21 e il 22 novembre, intendono fondere linguaggi diversi, dalla moda all'arte, per parlare soprattutto alle generazioni più giovani. "Ero furiosa per la paura immotivata del contagio e accettai", ha ricordato Crespi, descrivendo la rabbia che allora la spinse a prestare il proprio Corpo a un messaggio così potente e controcorrente, un'immagine che sfidava i pregiudizi con la forza dell'ironia e della creatività.

Una battaglia personale contro lo stigma

Con un fisico esile e uno sguardo che tradisce una determinazione intatta, Fiore Crespi incarna una libertà di pensiero che il tempo non ha scalfito. La sua, come lei stessa ama definire, è stata un'esistenza segnata da un "continuo desiderio di libertà", un anelito che l'ha portata a compiere scelte insolite e a non piegarsi mai agli stereotipi imposti dalla società. La sua lotta, portata avanti con eleganza e senza clamori inutili, non si è mai arrestata, trovando nell'impegno con Anlaids una delle sue espressioni più compiute. Quella del corpetto, che qualcuno potrebbe considerare una semplice trovata pubblicitaria, fu per lei una scelta profondamente politica, un modo per utilizzare il linguaggio della moda, di cui era già una protagonista, per squarciare il velo dell'ignoranza e dell'ipocrisia che circondava la malattia.

I numeri dell'Hiv tra passato e presente

Mentre si rievocano le battaglie del passato, i dati epidemiologici ricordano come la sfida contro il virus sia un tema di stringente attualità. Nel corso del 2023, in Italia, sono state 2349 le persone che hanno scoperto di essere positive al test HIV per la prima volta, un dato che corrisponde a un'incidenza di 4 nuove diagnosi ogni 100.000 residenti. Di queste, 163 nuove infezioni sono state registrate in Veneto, una regione dove, come emerso recentemente, sono oltre un migliaio i pazienti seguiti nei reparti di Malattie Infettive. Questi numeri, che fotografano una situazione ancora lontana dall'essere risolta, sottolineano la necessità di non abbassare la guardia sulla prevenzione e sull'informazione, strumenti che rimangono fondamentali nonostante i progressi della terapia.

L'eredità di un simbolo e la strada da percorrere

L'Aids, per molti versi, è già entrato nei libri di storia, ma rappresenta anche un presente con cui fare i conti, un presente che l'impegno sinergico di Anlaids nazionale e Anlaids Treviso intende affrontare contrastando lo stigma che, nonostante tutto, persiste intorno alla sieropositività. L'obiettivo è portare avanti i valori dell'arte, della cultura e dell'inclusività, proprio come fece quel corpetto divenuto icona, per veicolare messaggi di conoscenza e responsabilità. L'iniziativa di Treviso, che vede Fiore Crespi nuovamente in prima linea, dimostra come la memoria di quelle battaglie possa e debba essere trasformata in uno strumento di azione concreta, capace di parlare al presente con la stessa forza con cui seppe parlare al passato.

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