HIV in Italia: 2.379 nuove diagnosi nel 2024 tra segnali di rischio tra giovani

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Nel 2024 l’Italia ha registrato circa 2.379 nuove diagnosi di HIV, confermando un andamento sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Secondo i dati del Centro Operativo AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità, le persone che convivono con il virus nel Paese sono circa 150.000, un numero significativo che mantiene alta l’attenzione sulla prevenzione e sul rilevamento precoce. L’analisi dei dati è stata al centro della 18ª edizione di ICAR - Italian Conference on AIDS and Antiviral Research, in corso a Catania, dove gli esperti hanno sottolineato criticità soprattutto nella percezione del rischio tra adolescenti e giovani adulti.

Nuove diagnosi e prevenzione: un quadro nazionale stabile ma critico

Nonostante l’aumento dell’utilizzo della profilassi pre-esposizione (PrEP), il numero delle nuove infezioni da HIV rimane stabile. La presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, Cristina Mussini, ha evidenziato come la stabilità dei casi non indichi una riduzione del rischio ma riflette invece la persistenza di comportamenti vulnerabili, soprattutto tra i giovani. Gli specialisti sottolineano l’insufficiente uso del preservativo e una percezione del rischio in calo, fattori che potrebbero compromettere la prevenzione e favorire diagnosi tardive. L’attenzione agli adolescenti diventa così un elemento centrale per strategie di salute pubblica efficaci.

Situazione regionale: il caso della Sicilia

In Sicilia, l’epidemiologia dell’HIV nel 2024 mostra un quadro intermedio rispetto alla media nazionale. Sono state registrate 161 nuove diagnosi tra residenti, con un’incidenza di 3,5 casi ogni 100.000 abitanti, leggermente inferiore alla media italiana di 4 casi per 100.000. Nonostante questa apparente stabilità, gli esperti rimarcano la presenza di troppe diagnosi tardive, segnale di una prevenzione ancora insufficiente. Il dato evidenzia l’importanza di interventi mirati a livello locale, con campagne di sensibilizzazione e accesso facilitato ai test e alla PrEP.

Focus su adolescenti e giovani adulti

Durante l’ICAR 2026, i dati hanno evidenziato come tra adolescenti e giovani adulti il calo della percezione del rischio rappresenti un elemento critico. L’uso della PrEP rimane limitato e non sostituisce l’adozione di altre misure preventive, come il preservativo, che continua a essere utilizzato in maniera insufficiente. La combinazione di questi fattori mantiene stabile il numero di nuove diagnosi, pur segnalando potenziali rischi futuri. L’attenzione alla prevenzione e all’educazione sessuale appare quindi strategica per ridurre la trasmissione e garantire diagnosi tempestive.

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