Bimbo di 10 anni in gravi condizioni a Foggia dopo una caduta dal monopattino ad Andria

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un bambino di dieci anni, originario di Andria, lotta per la vita nel reparto di Neurochirurgia pediatrica del Policlinico Riuniti di Foggia dopo una drammatica caduta dal monopattino che guidava nella serata di venerdì 9 gennaio. L’incidente, che ha visto il minore – che compirà undici anni il prossimo giugno – sbattere violentemente il capo sull’asfalto, ha provocato traumi cranici multipli di estrema gravità, tali da richiedere un immediato intervento dei soccorritori, i quali, valutata la criticità delle sue condizioni, lo hanno sedato e intubato sul posto prima del trasporto d’urgenza. Il primo ricovero è avvenuto all’ospedale Bonomo di Andria, ma la necessità di una specialistica assistenza neurochirurgica pediatrica ha reso inevitabile il successivo trasferimento al presidio foggiano, dove il piccolo è tuttora assistito in regime di massima cura.

Le indagini della procura per accertare le dinamiche

Sulla vicenda, mentre il quadro clinico rimane riservato e di grande preoccupazione, la Procura di Trani ha disposto l’apertura di un’inchiesta, il cui scopo primario è quello di ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto, escludendo o confermando il coinvolgimento di altri veicoli o di fattori concorrenti. Gli investigatori, che stanno acquisendo ogni possibile elemento utile, sono chiamati a far luce su una serie di aspetti, a partire dalle circostanze in cui è avvenuta la caduta, fino alle condizioni del mezzo e del luogo, senza tralasciarne alcuno, nell’intento di delineare un quadro quanto più completo possibile di un evento che ha sconvolto la città di Andria.

Il contesto degli incidenti con i mezzi di micromobilità

L’episodio, per la sua drammaticità, riaccende i riflettori – e non è il primo – sui rischi connessi all’utilizzo dei monopattini, mezzi sempre più diffusi ma la cui guida, specialmente per gli utenti più giovani, richiede consapevolezza e adeguate misure di sicurezza, delle quali spesso, purtroppo, si fa a meno. La cronaca nera, del resto, registra con troppa frequenza simili tragedie, che vedono protagonisti adolescenti e giovanissimi, i quali riportano traumi talvolta irreversibili in seguito a cadute o scontri, sui quali poi si aprono procedimenti giudiziari volti ad accertare eventuali responsabilità. Questi fatti, al di là delle indagini, pongono interrogativi urgenti sulla prevenzione e sull’educazione stradale.

La delicatezza del caso e le procedure d’emergenza

Il protocollo di emergenza messo in atto dai sanitari del 118, con la sedazione e l’intubazione sul posto, sottolinea la severità del politrauma riportato dal bambino, per il quale il tempo di intervento e la rapidità nel garantirgli l’accesso a una struttura di alto specialismo sono stati fattori determinanti. La scelta del trasferimento a Foggia, sebbene comporti un allontanamento dal domicilio familiare, è stata dettata dalla disponibilità in loco di un reparto di neurochirurgia pediatrica, indispensabile per gestire le complesse e delicate patologie craniche, sulle quali gli ospedali più piccoli spesso non possono intervenire con lo stesso livello di specializzazione e dotazione tecnologica.

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