Escursionista di Prato trovato morto nei boschi dell'Abetone, la scoperta del fungaiolo
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Redazione Interno
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Due giorni di silenzio, poi il ritrovamento che nessuno avrebbe voluto fare. Alberto Tacconi, 46 anni, residente a Prato, è stato trovato senza vita nella mattinata di giovedì 27 agosto nei fitti boschi che circondano l'area di Lago Verde-La Secchia, nel comune dell'Abetone. La notizia, che ha scosso la comunità locale e quella degli appassionati di montagna, arriva al termine di una breve ma angosciosa attesa da parte dei familiari, che ne avevano denunciato la scomparsa dopo che l'uomo non era più rientrato a casa al termine della sua escursione.
Il ritrovamento casuale del cercatore di funghi
A fare la macabra scoperta è stato un fungaiolo di Scandicci, un uomo che si era recato nella zona montana per dedicarsi alla raccolta dei funghi. Muovendosi tra la vegetazione, il cercatore si è imbattuto nel corpo dell'escursionista pratese, che versava in uno stato di avanzata decomposizione. La vista della scena lo ha spinto immediatamente a contattare i soccorsi, attivando così la macchina dei rilievi e delle indagini da parte delle forze dell'ordine.
L’uomo, che si era allontanato per un'escursione nelle montagne pistoiesi, non aveva più fatto ritorno, gettando la moglie e il resto della famiglia nell'inquietudine.
La scomparsa e la denuncia della famiglia
Il 46enne era uscito per la sua escursione nella zona dell’Abetone senza specificare un percorso preciso, almeno secondo le prime informazioni raccolte. Quando le ore hanno cominciato a passare senza che lui desse segni di vita, la moglie, preoccupata per il mancato rientro, ha deciso di allertare le forze dell'ordine, sporgendo denuncia di scomparsa. Da quel momento, le ricerche erano state avviate anche se, purtroppo, l'esito si è rivelato tragico già nelle prime fasi dell'indagine.
Lo stato del corpo e le indagini in corso
Le condizioni del corpo, come detto in avanzato stato di decomposizione, suggeriscono che l'escursionista possa essere deceduto già da qualche giorno, probabilmente poco dopo l'inizio della sua camminata. Gli inquirenti, giunti sul posto, hanno avviato tutti gli accertamenti del caso per risalire alla dinamica esatta dell'accaduto. Al momento non sono emerse ipotesi legate a cause violente, ma sarà l'autopsia, disposta dalla procura, a chiarire se si sia trattato di un malore, di un incidente in un sentiero impervio o di un malore fatale in un'area isolata dove i telefoni spesso non prendono.
L'area del Lago Verde-La Secchia, pur essendo molto frequentata da turisti e appassionati di natura, presenta tratti boschivi particolarmente fitti e insidiosi, dove è facile perdere l'orientamento anche per chi conosce il territorio. Il ritrovamento casuale da parte del fungaiolo restituisce alla famiglia la tragica certezza che mancava, mentre gli inquirenti continuano a lavorare per ricostruire con precisione gli ultimi passi di Alberto Tacconi prima che il silenzio del bosco lo inghiottisse.
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