Il calcio italiano si ferma per la morte del Papa, tra simboli e partite rinviate
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La scomparsa di Papa Francesco, avvenuta lunedì 21 aprile alle 7.35 all’età di 88 anni, ha avuto ripercussioni immediate sul mondo del calcio italiano, costringendo a rivedere appuntamenti e programmi. Tra partite rinviate, omaggi e gesti simbolici, il mondo dello sport si è adeguato a un lutto che ha travalicato i confini della religione.
Alcuni tifosi, come i parenti di un lettore che avevano organizzato una trasferta a Torino per seguire l’Udinese contro i granata, si sono visti stravolgere i piani. Quella che doveva essere una Pasquetta all’insegna del calcio si è trasformata in una giornata di riflessione, con il rinvio delle gare deciso dalla Federazione. Una scelta non scontata, ma giustificata da chi, come l’esperto di simbologia Papetti, sottolinea che «i gesti hanno un peso, soprattutto in momenti così significativi».
Non è un caso che i numeri legati alla vita del Pontefice abbiano catturato l’attenzione. La tessera da tifoso del San Lorenzo, la squadra del cuore di Bergoglio, recava il numero 88235, cifre che coincidono con l’età (88 anni) e l’ora del decesso (le 7.35). Un dettaglio che, seppur casuale, ha alimentato riflessioni e condivisioni sui social.
Anche dove le partite non sono state cancellate, come nel caso di Frosinone-Spezia in Serie B, il rispetto per la figura del Papa è stato evidente. Prima del fischio d’inizio, è stato osservato un minuto di silenzio, accompagnato dalla lettura di un messaggio commemorativo. I calciatori sono scesi in campo con il lutto al braccio, mentre gli staff tecnici hanno fatto lo stesso in panchina.
Oltreoceano, intanto, i tifosi del San Lorenzo hanno reso omaggio al Pontefice con una messa celebrata nella Cappella di San Antonio a Buenos Aires. Un tributo sentito, che conferma quanto Bergoglio, pur nella sua universalità, abbia sempre mantenuto un legame con le sue radici, sportive comprese.




