Btp in asta il 12 giugno: rendimenti e dettagli per chi cerca sicurezza

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Per chi sta valutando l’acquisto di titoli di Stato a medio-lunga scadenza, il Btp 1 agosto 2029 (ISIN: IT0005365165) si conferma un’opzione interessante, con un rendimento netto annuo che ha toccato il 6,5% nell’ultimo anno. Emesso nel marzo 2019 come decennale, oggi ha una durata residua di poco più di quattro anni, posizionandosi come strumento a basso rischio di quotazione e adatto a investitori individuali con obiettivi di gestione del risparmio. La cedola lorda annuale del 3%, considerata elevata al momento dell’emissione, contribuisce a mantenerlo competitivo.

Ma la vera novità arriva dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha annunciato l’asta del 12 giugno per tre nuovi Btp con scadenze e caratteristiche diversificate. Si parte dal Btp 15 giugno 2028 (ISIN: IT0005641029), settima tranche di un’emissione avviata lo scorso marzo, che offre una cedola lorda del 2,65% e un importo collocabile tra i 2 e i 2,5 miliardi di euro. A seguire, il Btp luglio 2032 (ISIN: IT0005647265), con una cedola annuale del 3,25% – la prima, semestrale, sarà dello 0,72721% – e un volume previsto tra 2,75 e 3 miliardi. Chiude l’offerta il Btp ottobre 2054 (ISIN: IT0005611741), destinato a chi punta sul lunghissimo periodo: con una cedola del 4,3% e una scadenza a quasi trent’anni, avrà un importo massimo di 1,25 miliardi.

L’operazione complessiva del Mef potrebbe quindi raggiungere i 6,75 miliardi, segnando un momento importante per il debito pubblico italiano, soprattutto in un contesto di lento ma costante miglioramento delle quotazioni. Intanto, sul mercato secondario, il Btp 2029 continua a registrare performance solide, mentre si riapre il collocamento dell’obbligazione Tamburi 4,625% 2029, alternativa per chi cerca rendimenti superiori senza abbandonare la relativa stabilità dei bond.

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