Rabbia a Vittorio Veneto, scatta la vaccinazione obbligatoria (e gratis) per cani e gatti

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il caso di rabbia canina accertato nel comune di Vittorio Veneto ha spinto la macchina regionale a mettere in campo una misura straordinaria: la vaccinazione gratuita per tutti i cani e i gatti di proprietà dei residenti, compresi quelli domiciliati nel territorio.

Una decisione, quella maturata in un vertice tra Regione del Veneto, Ulss 2 Marca Trevigiana e Comune, che mira a rimuovere qualsiasi ostacolo economico pur di raggiungere la copertura vaccinale più ampia possibile, considerando che la profilassi rappresenta l'unica arma realmente efficace contro una zoonosi dal tasso di letalità pressoché assoluto.

La campagna vaccinale: hub, prenotazioni e le scadenze da rispettare

L'Ulss 2, che riceve il finanziamento direttamente dalla Regione, ha allestito due centri vaccinali dedicati, operativi dal 15 giugno per un mese intero, sette giorni su sette dalle 9 alle 18. Il primo hub si trova nella sede di Prealpi Soccorso, in zona industriale a San Giacomo di Veglia (via Meucci 2/C); il secondo, più centrale, è stato allestito nell'ex sede Atm di via Vittorio Emanuele II n. 72.

Per evitare assembramenti e ridurre i tempi di attesa, l'accesso avverrà esclusivamente su prenotazione tramite una piattaforma digitale messa a punto dall'azienda sanitaria, dove sono già visibili gli slot per la prima settimana. C'è poi un aspetto tecnico di non poco conto per chi ha animali sprovvisti di microchip: in sede vaccinale si procederà all'identificazione elettronica, applicando la tariffa regionale di 21,71 euro (pagamento solo elettronico), mentre per le colonie feline le vaccinazioni sono già partite per opera diretta dei servizi veterinari.

Il rimorso per chi ha già pagato e l'allarme che arriva dalla Sardegna

L'ondata di preoccupazione, come spesso accade in questi frangenti, non si è fermata ai confini comunali. A Sassari, il presidente dell'ordine provinciale dei medici veterinari, Andrea Sarria, ha firmato una lettera indirizzata a tutti gli iscritti parlando di «gravissimi eventi» e richiamando l'attenzione sulla «necessità di mantenere ai massimi livelli la sorveglianza epidemiologica».

Il sospetto, alimentato dalle prime indagini epidemiologiche, è che l'animale deceduto – risultato positivo al ceppo virale in circolazione in Marocco – sia stato introdotto illegalmente in Italia violando le disposizioni europee. Una vicenda, questa, che ha scatenato un effetto domino anche negli altri ambulatori veterinari della penisola, dove si invitano i colleghi a verificare con rigore la documentazione degli animali provenienti dall'estero.

Per i proprietari di Vittorio Veneto che, nel panico dei giorni scorsi, hanno già provveduto a vaccinare i propri animali per conto proprio tra il 29 maggio e il 10 giugno, è stata infine attivata una procedura di rimborso: basterà compilare un modulo online e inviare la fattura e il libretto sanitario, per ottenere un rimborso massimo di 55 euro a testa.

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