Natale di neve e vento in Veneto, tra scenari incantati e disagi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre le festività si avvicinavano, il Veneto si è trovato diviso tra due scenari contrastanti, entrambi figli di un unico, perturbato sistema meteorologico. Se da un lato, infatti, le Prealpi hanno offerto il regalo di un candido manto nevoso, dall'altro le forti raffiche di vento e la pioggia insistente hanno creato non pochi disagi nelle pianure e nelle città, interrompendo perfino alcune tradizioni natalizie. La vigilia, in particolare, si è rivelata una giornata difficile, segnata da acquazzoni e da un vento impetuoso che ha spazzato la regione, costringendo alla chiusura anticipata di diversi mercatini che, in circostanze normali, avrebbero prolungato la loro attività fino all'ultimo momento. Una situazione, questa, che ha di fatto stroncato le ultime transazioni commerciali, privando molti espositori di una fetta significativa del loro guadagno stagionale.

La magia bianca della Lessinia e dell'Alta Marca

Ad alimentare lo spirito delle feste, però, ci ha pensato la neve, la quale – nonostante un autunno insolitamente avaro di precipitazioni – è scesa copiosa su diverse zone montane, regalando paesaggi da cartolina. In Lessinia, località come Malga San Giorgio, il rifugio Primaneve, Castelberto e il passo Fittanze si sono risvegliate il giorno di Natale sotto una coltre bianca, replicando quell'atmosfera magica che si era già intravista nel fine settimana dell'Immacolata. Uno spettacolo simile si è potuto ammirare anche nell'Alta Marca trevigiana, dove le cime delle Prealpi, seppur con accumuli non eccezionali e a quote non bassissime, si sono tinte di bianco durante la Vigilia, offrendo una visuale suggestiva a chi percorreva strade come la SPV o la statale 51 di Alemagna. Quella "spruzzata" di neve, oltre al buonumore portato a residenti e turisti, rappresenta una risorsa preziosa per le riserve idriche del territorio, le quali, dopo mesi di siccità, necessitano di essere ripristinate.

Disagi e interventi per il maltempo in pianura

La controparte di questa idilliaca immagine montana è stata però il maltempo che ha imperversato in pianura, dove gli effetti si sono misurati in termini di danni e pericoli. Nel Trevigiano, ad esempio, le raffiche di vento dei giorni di festa hanno reso necessari una decina di interventi dei vigili del fuoco, distribuiti tra i comuni di Treviso, Mogliano Veneto e Preganziol. Le chiamate hanno riguardato principalmente alberi divelti, la messa in sicurezza di pali pericolanti e la rimozione di detriti e oggetti dalle carreggiate, azioni necessarie per scongiurare incidenti e garantire la circolazione. A Mogliano, in particolare, i pompieri sono dovuti intervenire per fissare una copertura in plexiglass che, a causa della violenza delle folate, rischiava di staccarsi dalla struttura che la sosteneva, costituendo un pericolo per chi si trovava al di sotto.

Venezia e il ritorno dell'acqua alta

Persino Venezia, che pure è abituata al fenomeno, ha subito le conseguenze di questo quadro meteorologico instabile. Con un po' di sorpresa, considerato il periodo, l'acqua alta ha fatto la sua ricomparsa, allagando parzialmente Piazza San Marco e causando i consueti, inevitabili disagi per chi in quel momento stava lavorando nella zona. L'evento, tuttavia, è stato accolto con entusiasmo da molti turisti, i quali si sono trovati davanti a uno scenario ormai considerato da epoca passata, immortalando con i propri dispositivi un'immagine emblematica e drammaticamente affascinante della città lagunare. Un episodio che, se da un lato conferma la vulnerabilità del patrimonio artistico italiano di fronte agli elementi, dall'altro sottolinea come certi fenomeni siano ormai parte integrante del suo mito, attirando curiosità da ogni parte del mondo.

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