Pensioni più basse nel 2025, giù i coefficienti da applicare ai montanti contributivi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dal 2025, chi andrà in pensione dovrà fare i conti con un assegno più leggero rispetto a chi si ritirerà entro il 2024. Il calo è legato alla revisione dei coefficienti di trasformazione applicati ai montanti contributivi, che vengono aggiornati ogni due anni per adeguarsi ai cambiamenti demografici ed economici. Il nuovo decreto del Ministero del Lavoro (n. 436/2024) stabilisce dunque una riduzione che penalizzerà chi andrà in pensione nel biennio 2025-2026.

La rivalutazione delle pensioni, che avverrà a partire dal 1° gennaio 2025, cambierà gli importi degli emolumenti per molti italiani. Il montante contributivo, ossia la base di calcolo per le pensioni, sarà rivalutato con un tasso di capitalizzazione del 3,6%. Tuttavia, le aspettative di vita giocano un ruolo fondamentale: la Legge Fornero, che continua a influenzare le politiche pensionistiche, prevede calcoli dell’assegno più severi per chi andrà in pensione nel 2025. I coefficienti di trasformazione subiranno un nuovo ribasso, tornando in linea con la tendenza storica che li ha visti scendere dal 1996 a oggi, con l'eccezione del biennio 2023-2024.

Nonostante le riduzioni, ci sono anche buone notizie per chi è già in pensione: aumenti in arrivo, con un incremento dell'assegno di 90 euro a partire da gennaio. Le pensioni rappresentano il frutto di una vita di lavoro e il sostentamento per milioni di persone, spesso l'unica fonte di reddito per far fronte alle necessità quotidiane. Da qui l'importanza di discutere e migliorare le politiche pensionistiche, un tema che ogni anno accende il dibattito politico e coinvolge forze sociali, sindacati e cittadini.

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