Cuzzocrea e i rimborsi dell'Università di Messina: il gip conferma l'accusa di peculato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’impianto accusativo della Procura di Messina, che vede l’ex rettore Salvatore Cuzzocrea imputato per “plurimi reati di peculato”, riceve un sostanziale avallo dal giudice per le indagini preliminari in un'ordinanza di 700 pagine, la quale, pur negando gli arresti domiciliari richiesti dai pubblici ministeri, ha disposto il sequestro preventivo di oltre un milione e seicentomila euro. L’azione dei finanzieri, eseguita su delega della Procura, colpisce così un patrimonio considerevole, che si ritiene essere il frutto della condotta illecita contestata all’accademico, la cui vicenda giudiziaria dipana una tela fatta di viaggi e spese personali addebitate all'ente pubblico.

Fondi di ricerca per gare ippiche e spese private

Le indagini, che scandagliano il sistema dei rimborsi all'Università di Messina, tracciano un percorso in cui i fondi destinati alla ricerca scientifica sarebbero stati dirottati verso usi privati, alcuni dei quali legati alla passione per l'equitazione. Cuzzocrea, stando a quanto ricostruito, ottenne nel gennaio 2020 un rimborso di quasi 5.000 euro per partecipare con il figlio al “Mediterranean equestrian tour di Oliva” a Valencia, in Spagna, trasformando così una competizione sportiva in una voce di costo a carico dell’ateneo. Una prassi, questa, che non si limitava alle trasferte oltralpe ma che affondava le radici in un meccanismo amministrativo opaco, come hanno potuto accertare gli investigatori.

La testimonianza chiave e il meccanismo degli scontrini

A gettare luce sulle modalità operative è stata la segretaria amministrativa del dipartimento “ChiBioFaram”, Loredana Urzì, la quale ha dichiarato che il sistema dei rimborsi urgenti, concepito per esigenze eccezionali, veniva utilizzato in modo sistematico da un numero ristretto di docenti, indicando esplicitamente il solo Cuzzocrea. Dalle sue parole emerge un colloquio avuto col direttore del dipartimento, Sebastiano Campagna, proprio in merito a questa anomalia. Ulteriore tassello dell’inchiesta è la deposizione di un commerciante cinese, il quale ha raccontato di essere stato avvicinato per emettere “tanti scontrini”, fornendo così la presumibile materia prima per giustificare spese in realtà mai sostenute, un espediente per gonfiare i rimborsi.

Le reazioni istituzionali e la "linea garantista" del ministero

Nonostante il pesante provvedimento di sequestro e le gravi accuse, il ministero dell’Università guidato da Anna Maria Bernini ha scelto di non sospendere Cuzzocrea dal suo incarico di consigliere, confermando una “linea garantista” che, come ha affermato il ministro, distingue tra il peso delle indagini e quello di una eventuale sentenza di condanna. Una posizione che mantiene l’ex rettore, il quale ha ricoperto anche incarichi di rilievo nazionale, all’interno di una struttura ministeriale mentre la macchina giudiziaria prosegue il suo corso, analizzando una mole di documenti che sembra delineare un uso distorto della finanza pubblica.

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