Forti esplosioni a Damasco, raid israeliani distruggono siti militari siriani
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Redazione Esteri
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Nella notte di domenica, forti esplosioni hanno scosso la capitale siriana, Damasco, come riportato da un giornalista dell'agenzia di stampa AFP. Gli scoppi, avvenuti poco dopo la caduta del presidente Bashar al-Assad e la sua fuga in Russia, sono stati attribuiti a operazioni militari israeliane. Secondo l'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, Israele ha condotto circa 250 raid aerei, mirati a distruggere le principali installazioni militari siriane in tutto il Paese.
L'obiettivo dichiarato di questi attacchi è stato quello di annientare le capacità militari della Siria, già indebolite dalla recente presa di potere dei ribelli dell'HTS. Il leader dei ribelli, Jolani, ha nominato Muhammad Bashir, un ingegnere di 42 anni con lauree in legge e Sharia, a capo del governo di transizione a Damasco. Bashir, noto per aver amministrato Idlib, ha già annunciato un'amnistia per i militari del regime.
Nel frattempo, la situazione nella capitale sembra essere relativamente calma, nonostante le tensioni persistenti. L'Egitto e la Giordania hanno espresso la loro opposizione alle incursioni israeliane nel Golan, mentre l'Iran ha condannato l'occupazione della zona cuscinetto al confine siriano, definendola una violazione del diritto internazionale. Il ministero degli Esteri iraniano ha criticato anche il silenzio e l'inazione dei Paesi occidentali, accusati di sostenere Israele.
Le trattative per il rilascio degli ostaggi in mano ad Hamas a Gaza sono ancora in corso, con aggiornamenti attesi nelle prossime ore.




