Prima preghiera del venerdì in Siria dopo la caduta di Assad
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Redazione Esteri
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In Siria, si sono celebrate le prime preghiere del venerdì da quando i ribelli hanno preso il potere, facendo cadere il regime di Bashar al-Assad. Alla moschea degli Omayyadi di Damasco, il nuovo primo ministro ad interim, Mohammad al-Bashir, ha partecipato alla preghiera, circondato da una folla entusiasta. Al termine della preghiera, al-Bashir ha tenuto un discorso ai fedeli, che si erano radunati numerosi per ascoltarlo. Le manifestazioni, iniziate subito dopo la preghiera, si sono diffuse in tutto il Paese, segnando un momento storico per la Siria.
Nel frattempo, emergono dettagli sulla fuga di Assad. Secondo quanto riportato dall'agenzia Reuters, il presidente siriano non ha avvertito praticamente nessuno della sua intenzione di lasciare il Paese, mentre i ribelli, guidati dagli islamisti di Hayat Tahrir al Sham, si preparavano a prendere Damasco. Poche ore prima della sua partenza per Mosca, Assad ha assicurato ai dirigenti dell'esercito e dei servizi di sicurezza che gli aiuti militari russi erano imminenti, esortandoli a resistere. Tuttavia, la sua fuga è stata rapida e segreta, lasciando molti dei suoi sostenitori sorpresi e disorientati.
In Iraq, più di 2.000 soldati dell'esercito siriano, fuggiti nel fine settimana dopo il crollo del governo di Damasco, stanno attualmente vivendo in una tendopoli creata dal governo iracheno per ospitarli. Il ministero della Difesa dell'Iraq ha incaricato i reparti militari nella provincia occidentale di al Anbar di allestire un campo con centinaia di tende per accogliere i soldati siriani, secondo quanto dichiarato da Imad al Dulaimi, il sindaco della vicina città di Rutba. La situazione dei soldati siriani rifugiati in Iraq rappresenta un ulteriore capitolo della complessa crisi siriana, che continua a evolversi con rapidità e incertezza.




