Siria, la prima preghiera del venerdì dopo la caduta di Assad

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In Siria, il regime di Bashar al-Assad è caduto, e i ribelli hanno preso il potere, segnando un momento storico per il Paese. Alla moschea degli Omayyadi di Damasco, si sono celebrate le prime preghiere del venerdì da quando i ribelli hanno assunto il controllo. Tra i partecipanti alla preghiera, vi era anche il primo ministro ad interim, Mohammad al-Bashir, il quale, al suo arrivo, è stato accolto da una folla entusiasta. Successivamente, al-Bashir ha tenuto un discorso ai fedeli radunati, sottolineando l'importanza di questo momento per la Siria.

Nel frattempo, in tutto il Paese, sono iniziate manifestazioni di gioia e celebrazione. Tuttavia, la situazione rimane complessa e delicata. Assad, che ha lasciato la Siria senza avvertire nessuno, si trova ora in Russia, probabilmente a Mosca, ma la sua esatta ubicazione rimane un mistero. Secondo quanto riportato dall'agenzia Reuters, Assad non ha informato nemmeno i suoi più stretti collaboratori della sua intenzione di partire, lasciando il Paese in un momento critico.

Poche ore prima della sua partenza, Assad aveva rassicurato i dirigenti dell'esercito e dei servizi di sicurezza che gli aiuti militari russi erano imminenti, esortandoli a resistere. Tuttavia, la sua fuga ha lasciato molti interrogativi e ha sollevato dubbi sulla sua reale intenzione di combattere fino alla fine. La Russia, che sembra voler prendere le distanze dalla disfatta del suo alleato, non ha pubblicizzato troppo la presenza di Assad sul suo territorio, mentre inizia a costruire legami con i nuovi leader siriani nel tentativo di mantenere le sue basi nel Paese.

La caduta di Assad rappresenta un punto di svolta per la Siria, ma il futuro del Paese rimane incerto.

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