Siria, il nuovo corso dopo la caduta del regime Assad
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Redazione Esteri
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Il regime della famiglia Assad, che ha dominato la Siria per oltre mezzo secolo, è crollato in modo improvviso e inaspettato nel giro di una settimana, dopo aver resistito per circa 13 anni dallo scoppio delle Primavere Arabe. Questo cambiamento epocale ha implicazioni profonde per il Medio Oriente, data la posizione geografica cruciale della Siria, che riflette una centralità storica e politica.
Le donne siriane, che ora si sentono libere, raccontano di non avere paura, almeno per il momento. Tuttavia, è importante ascoltare le loro voci e comprendere il contesto in cui vivono, dove femminismo e Islam, patriarcato e cortesia assumono significati diversi rispetto a quelli occidentali. Un esempio significativo è stato documentato da un video pubblicato su Corriere.it, che mostrava una lunga coda a una panetteria. Sotto la dittatura di Assad, era consentito fare compere solo nelle quattro vie sotto casa, mentre ora non ci sono regole e la gente è accorsa in massa.
Nonostante la caduta del regime, la situazione in Siria rimane complessa e incerta. Le donne non hanno ancora raggiunto posizioni di potere nel nuovo governo dei ribelli, e molte ragazze temono l'imposizione della Sharia. Avere vent'anni a Damasco, nei giorni della rivoluzione guidata dagli islamisti, è come vivere in una centrifuga di emozioni. Hana, una giovane donna, descrive la sua esperienza come un alternarsi di momenti di euforia e paura. Due giorni fa, un gruppo di combattenti di Hts le ha intimato di coprirsi i capelli, un segnale inquietante delle possibili restrizioni future.
Nel frattempo, a Damasco riaprono banche e uffici, ma la bandiera jihadista sventola sulla città. Il leader della rivolta, Abu Mohammed al Jolani, ha promesso una transizione pacifica e un futuro democratico, con il sostegno del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha sottolineato l'importanza di mantenere l'unità e l'integrità territoriale del Paese.




