Incognita Siria dopo la caduta di Assad

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In Siria, la fase successiva alla fuga di Bashar al-Assad in Russia è caratterizzata da un'incertezza palpabile. Le dichiarazioni ufficiali delle Chiese, che esprimono attendismo e cautela, riflettono la complessità della situazione. I gruppi di matrice islamista, che hanno avuto un ruolo chiave nel determinare il crollo del regime siriano, hanno rilasciato affermazioni pubbliche rassicuranti, ma la realtà sul campo resta difficile da decifrare.

Il monastero di Mar Musa, fondato da padre Paolo Dall'Oglio, ha lanciato un appello alla minoranza cristiana affinché contribuisca al cambiamento radicale che si prospetta. Jihad Youssef, monaco e priore del monastero, ha invitato i cristiani a partecipare attivamente a questa fase di transizione, auspicando che essa trascorra in modo sicuro e pacifico.

Le immagini provenienti dalla Siria mostrano la prima messa nella maggiore chiesa di Damasco, la Chiesa degli Ulivi, a una settimana dalla caduta del regime. L'assenza di uomini armati durante la celebrazione è stata interpretata come un segnale di apertura da parte dei miliziani. Nicastro, inviato sul campo, ha spiegato che i cristiani, pur temendo per il futuro, ritengono che i miliziani stiano facendo la cosa giusta e si dicono fiduciosi che la Siria possa diventare un luogo di pace per tutti.

La comunità di Mar Musa, fondata nel 1992 dal gesuita italiano Paolo Dall'Oglio e dal diacono siriano Jacques Mourad, occupa un posto singolare nel panorama ecclesiale siriano.

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