La Borsa di Milano frena dopo il record, mentre l'inflazione europea rallenta

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Un frazionale, ma significativo passo indietro segna la chiusura del principale listino italiano, il Ftse Mib, che mercoledì 6 gennaio ha registrato un calo dello 0,20%, interrompendo una corsa che nei giorni precedenti lo aveva spinto ai massimi da oltre un ventennio. L’indice, nonostante la lieve flessione, mantiene uno status tecnico che gli analisti definiscono di rafforzamento nel breve periodo, con un'area di resistenza immediata posizionata a 46.255 punti e il primo supporto tecnico stimato a 44.844. Le implicazioni derivate dall'analisi cartografica, del resto, propendono per un potenziale ampliamento del movimento rialzista, individuando un ulteriore obiettivo in area 47.666.

Il rally globale perde slancio in Asia

La pausa di riflessione di Piazza Affari si inserisce in un contesto internazionale dove il lungo rally azionario da record ha iniziato a mostrare i primi cedimenti. In Asia, i listini hanno viaggiato prevalentemente in territorio negativo, con un calo complessivo dello 0,5%, dopo che un indicatore globale delle azioni aveva perso lo 0,1% interrompendo una serie di quattro sessioni positive consecutive. Anche i future sui principali indici di Wall Street, che nella sessione di martedì aveva visto il Dow Jones salire dell'1% superando la soglia psicologica dei 49.000 punti, apparivano frammentati e privi di una direzione univoca.

Il dato sull'inflazione frena la BCE

Sullo sfondo delle contrattazioni, un elemento fondamentale per le politiche monetarie della Banca Centrale Europea è arrivato dai dati Eurostat, i quali hanno evidenziato come, nel mese di dicembre, l'inflazione dei prezzi al consumo nell’Eurozona abbia rallentato al 2%, segnando il minimo degli ultimi quattro mesi e riportando il tasso in prossimità del obiettivo simmetrico di medio termine fissato dall’istituto di Francoforte. Questo scenario, che riduce la pressione per un ulteriore inasprimento monetario, ha contribuito a contenere i rendimenti dei titoli di Stato, con lo spread tra Btp e Bund tedesco stabile a 69 punti base e il rendimento del decennale italiano che è sceso ulteriormente, portandosi sotto la soglia del 3,5%.

Italgas in forte rialzo sul green bond convertibile

Nella seduta odierna di giovedì 7 gennaio, tuttavia, la Borsa di Milano ha tentato una ripartenza, con il Ftse Mib in rialzo dello 0,35% a quota 45.911 punti. Tra i titoli che hanno trainato l’indice, spicca il balzo di Italgas, che ha guadagnato quasi il 5%, sull’onda dell’avvio da parte di Snam di un collocamento di un green bond convertibile in azioni della stessa società del gas. Buona anche la performance di A2a, che in risposta a un’istruttoria dell’Autorità Antitrust in merito al mercato delle ricariche elettriche per auto, ha dichiarato la propria piena collaborazione, sottolineando di aver sempre agito in conformità alle regole.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.