Macron propone una tregua dopo la "coalizione dei volenterosi" di Starmer

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il vertice euro-atlantico di Londra, che ha riunito rappresentanti dell’Ue, della Nato, del Canada, della Turchia e, in prima fila, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha lasciato più interrogativi che risposte. Se da un lato Keir Starmer, premier britannico, ha annunciato la formazione di una “coalizione dei volenterosi” disposta a impegnarsi con un contingente militare per garantire eventuali accordi di pace, dall’altro Emmanuel Macron ha subito temperato gli entusiasmi proponendo una tregua di un mese, limitata allo spazio aereo-navale e alle infrastrutture. Una mossa che, se da una parte sembra voler ridurre le tensioni, dall’altra rischia di indebolire la coesione tra gli alleati.

Zelensky, presente al vertice, ha colto l’occasione per ribadire la sua disponibilità a collaborare con Donald Trump, nonostante le recenti tensioni alla Casa Bianca. Dopo lo scontro verbale con il presidente americano, che ha portato alla sospensione degli aiuti militari statunitensi all’Ucraina, il leader ucraino ha dichiarato di essere pronto a “lavorare sotto la forte leadership di Trump per ottenere una pace duratura”. Una posizione che, se da un lato cerca di riallacciare i rapporti con Washington, dall’altro rischia di creare ulteriori frizioni con gli alleati europei, già divisi sulla strategia da adottare.

Il summit di Londra, che avrebbe dovuto rappresentare un momento di unità, ha invece messo in luce le profonde divisioni tra i partner occidentali. Mentre Starmer ha ribadito l’impegno degli europei a spendere di più per la difesa e ad assumersi maggiori responsabilità, le iniziative concrete sembrano mancare. La “coalizione dei volenterosi”, annunciata con enfasi, appare già in affanno, con Macron che ne ridimensiona le ambizioni proponendo una tregua temporanea. Una mossa che, se da un lato potrebbe aprire una finestra di dialogo, dall’altro rischia di indebolire la posizione negoziale dell’Occidente.

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