Classifica Censis 2026/2027, le Università italiane tra conferme e arretramenti

Classifica Censis 2026/2027, le Università italiane tra conferme e arretramenti
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Redazione Interno Redazione Interno   -   La nuova edizione della classifica del Censis sulle Università italiane, riferita all’anno accademico 2026/2027 e pubblicata martedì scorso, delinea un quadro variegato in cui gli atenei di medie dimensioni mostrano sia performance di eccellenza sia significativi arretramenti nelle posizioni. Tra i movimenti più rilevanti spicca il caso dell’Università di Trento, che pur mantenendosi in una fascia alta della graduatoria, registra un calo di due posizioni rispetto allo scorso anno, attestandosi al quinto posto.

Nell'analisi complessiva, che considera diversi parametri legati ai servizi e all'occupabilità, emerge anche il balzo in avanti dell'Università di Sassari, capace di guadagnare tre posizioni e piazzarsi al vertice della categoria con un punteggio di 93,2.

La classifica generale e i primi posti tra gli atenei medi

Nel dettaglio della graduatoria dedicata ai medi atenei statali, ovvero quelli con un numero di iscritti compreso tra 10 mila e 20 mila studenti, la classifica del Censis 2026/2027 vede l'Università di Sassari conquistare la prima posizione, scalzando i precedenti vertici grazie a un punteggio complessivo di 93,2. Subito dietro si conferma saldamente al secondo posto l’Università Politecnica delle Marche, che totalizza 92,8 punti.

L'Università di Trento, pur restando in zona nobile, scende dal terzo al quinto posto, mentre l'Università degli Studi di Siena, pur mantenendo il primato assoluto in Toscana, subisce lo stesso arretramento di due posizioni, passando anch'essa dal terzo al quinto gradino del podio nella medesima categoria.

Il caso dell’Università dell’Insubria tra occupabilità e posizionamento

Un discorso a parte merita l'Università degli Studi dell’Insubria, con sedi a Varese e Como, che nella graduatoria generale arretra di una posizione, collocandosi al dodicesimo posto con un punteggio di 83,2 punti, rispetto all'undicesimo dello scorso anno. Tuttavia, se il dato complessivo mostra un lieve arretramento, l'analisi dei parametri specifici rivela un risultato di assoluto rilievo per quanto riguarda l'occupabilità dei laureati.

In questo specifico indicatore, che misura la capacità dell'ateneo di favorire l'ingresso nel mondo del lavoro, l'Insubria ottiene un punteggio di 105, piazzandosi al secondo posto a livello nazionale e al primo in Lombardia, a pari merito con l'Università degli Studi di Brescia.

L’analisi dei parametri e il contesto nazionale

La rilevazione del Censis si basa su un sistema di valutazione che comprende diversi indicatori, tra cui i servizi offerti, le borse di studio, l'internazionalizzazione e, appunto, la capacità di inserimento professionale. I dati di questa edizione evidenziano come il posizionamento generale non sempre rispecchi le performance nei singoli comparti.

Il caso dell'Università dell'Insubria è emblematico: nonostante una flessione nella graduatoria complessiva, l'ateneo si conferma un'eccellenza nel rapporto con il territorio e con le imprese, superando molti atenei che la precedono nella classifica generale. Le classifiche del Censis confermano quindi la loro utilità come strumento di orientamento, ma richiedono una lettura attenta e analitica dei diversi parametri per cogliere le effettive qualità di ciascuna istituzione accademica.

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