Tragedia a Caravaggio, un sorpasso fatale sulla Rivoltana: morti un uomo di 38 anni e la suocera di 73, nell’auto con loro due bimbe finite nel canale
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Redazione Interno
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Il boato, raccontano alcuni testimoni, ha squarciato il silenzio della domenica mattina poco dopo le 12.30, trasformando un tratto della strada provinciale 185 Rivoltana, all’altezza del ristorante Montizzolo tra Caravaggio e Mozzanica, nel teatro di una carneficina stradale. Quattro le vetture coinvolte in una carambola devastante, ma è una Citroen, una delle due finite fuori strada, a racchiudere il nucleo più tragico della vicenda: a bordo viaggiava una famiglia di cinque persone, e per due di loro, il papà di 38 anni e la nonna di 73, non c’è stato scampo. Lo schianto è stato così violento da sbalzare il veicolo in un canale irriguo che costeggia la carreggiata, e i soccorritori, giunti con un imponente dispiegamento di forze, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dei due adulti.
L’inferno di lamiere e la corsa contro il tempo per salvare i piccoli
Sul luogo dell’incidente, dove regnava una scena di apocalittica devastazione, si è alzato in volo un ponte aereo sanitario: due elicotteri del 118 sono atterrati nei campi limitrofi per il trasporto d’urgenza dei feriti più gravi, mentre un convoglio di ambulanze e automediche si faceva largo tra le lamiere per prestare le prime cure. Tra i feriti, otto in totale secondo il bilancio aggiornato dell’Agenzia regionale emergenza urgenza, ci sono anche le due bambine che viaggiavano sulla Citroen, di cinque e sei anni, rimaste miracolosamente vive ma sotto choc, e la loro madre, che era alla guida. Nessuno degli altri coinvolti, condotti negli ospedali di Treviglio, Bergamo e Brescia, sarebbe in pericolo di vita, ma la furia dell’impatto ha richiesto ore di lavoro per estrarre alcuni dei corpi dalle lamiere contorte.
La dinamica: un sorpasso azzardato e una Mercedes che diventa un proiettile
Gli agenti della polizia stradale e i carabinieri di Treviglio, impegnati nei rilievi per ore sotto il sole di marzo, hanno messo a fuoco una prima, tragica ricostruzione. All’origine dell’incidente ci sarebbe stata una manovra azzardata da parte del conducente di una Mercedes, la quale, provenendo da Caravaggio e procedendo in direzione Mozzanica, avrebbe tentato un sorpasso in un tratto probabilmente non consentito, innescando una reazione a catena fuori controllo. L’auto, come un proiettile impazzito, avrebbe centrato in pieno la Citroen con la famiglia a bordo per poi coinvolgere altre due vetture che sopraggiungevano. La violenza dell’urto frontale, o comunque l’urto determinato da questa traiettoria scorretta, è stata tale da scaraventare la monovolume fuori dall’asfalto, facendola precipitare nel canale laterale dove è stata poi recuperata dai vigili del fuoco.
La scia di dolore sulla provinciale e le indagini in corso
La strada provinciale 185, un’arteria già nota per il traffico intenso e la pericolosità di alcuni suoi tratti rettilinei, è rimasta chiusa per diverse ore, con code e deviazioni che hanno paralizzato la circolazione nell’intera zona. Sul ciglio della carreggiata, accanto ai resti dei veicoli e ai segni neri dell’asfalto bruciato, non sono rimasti solo i segni della furia meccanica, ma anche oggetti personali, un seggiolino, giocattoli, che raccontavano la quotidianità spezzata di quella famiglia residente nel Milanese. Gli inquirenti, ora, stanno setacciando ogni dettaglio: dalle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona ai telefoni cellulari delle vittime, cercando di cristallizzare l’esatto secondo in cui un sorpasso, forse solo di pochi istanti, si è trasformato in una strage. Non si escludono altre concause, come una distrazione o un’alta velocità, ma l’ipotesi principale resta quella di una manovra folle che ha stroncato la vita di un padre e di una nonna, lasciando due bambine e una moglie a fare i conti con una domenica di lacrime e ospedale.




