Juventus, l'effetto Carnevali e la possibile svolta sul futuro di Vlahovic
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Quella che sembrava una trattativa ormai archiviata, con le parti ormai distanti su tutto, dalle valutazioni tecniche a quelle puramente economiche, potrebbe invece essere destinata a vivere un inaspettato colpo di scena. L’arrivo di Giovanni Carnevali alla guida della dirigenza della Juventus, ufficializzatosi in questi giorni, ha infatti riaperto scenari che fino a pochissimo tempo fa apparivano non solo improbabili, ma persino superati dagli eventi.
Se con il predecessore Damien Comolli il dialogo si era interrotto su una distanza incolmabile, con il nuovo amministratore delegato – reduce da una lunga esperienza al Sassuolo – il clima è radicalmente mutato e, stando alle prime indiscrezioni raccolte negli ambienti vicini alla Continassa, si respira un’aria diversa, forse più propizia per ricucire lo strappo con Dusan Vlahovic.
La distanza economica e l’eredità di una trattativa complessa
Per comprendere la portata di questa possibile inversione di tendenza, occorre ripartire dalle ragioni che avevano portato al fallimento dei negoziati sotto la precedente gestione. Il nodo centrale, come spesso accade in queste delicate operazioni di mercato, era rappresentato dall’ingaggio del centravanti serbo.
La Juventus, impegnata in un'opera di razionalizzazione dei costi che mira a rendere sostenibile il monte stipendi, si era trovata a fare i conti con una richiesta economica considerata eccessiva, che si aggirava attorno agli 8 milioni di euro netti a stagione, più una serie di bonus e commissioni legate alla firma.
Una cifra che la società, forte anche di un preciso indirizzo societario volto a non superare determinate soglie salariali, aveva giudicato non percorribile, proponendo al giocatore un contratto ben più basso, sui 5-6 milioni, che lo avrebbe posizionato nella scala degli ingaggi al di sotto di Kenan Yildiz, ritenuto ormai un punto fermo e incedibile del progetto tecnico.
A ciò si aggiungeva una volontà manifesta, emersa anche dalle dichiarazioni pubbliche di figure chiave come Giorgio Chiellini, di non derogare da questa linea, tanto che la sensazione diffusa era che il futuro di Vlahovic si stesse ormai scrivendo lontano da Torino, forse addirittura a parametro zero, visti i tempi stretti dettati dalla scadenza contrattuale fissata per il 30 giugno 2026.
Il ruolo chiave di Spalletti e la nuova strategia di Carnevali
In questo scenario apparentemente compromesso, l’elemento che ha fatto da detonatore per una possibile riapertura della partita è stato il cambio ai vertici dirigenziali, con Giovanni Carnevali che ha preso in mano le redini del club. L’ex ad del Sassuolo, forte di una reputazione che lo dipinge come un dirigente capace e dotato di spiccate doti di mediazione, sembra intenzionato a non lasciare nulla di intentato pur di trovare un punto d’incontro, e a spingerlo in questa direzione sarebbe la ferma volontà di Luciano Spalletti.
Il tecnico, chiamato a rilanciare il progetto bianconero dopo una stagione deludente, avrebbe infatti chiesto a Carnevali di fare un ultimo, serio tentativo per trattenere l’attaccante serbo, considerandolo un calciatore perfetto per il suo sistema di gioco e una pedina fondamentale su cui costruire il futuro reparto offensivo, un elemento che garantirebbe una continuità e una certezza che nessun nuovo acquisto, per quanto valido, potrebbe offrire in tempi brevi.
È su questa base che Carnevali avrebbe già iniziato a muoversi, pronto a ristabilire un contatto diretto con l'entourage del giocatore per sondare la reale disponibilità a rivedere le proprie pretese, magari attraverso formule contrattuali che prevedano una parte fissa ridotta e una variabile legata a obiettivi di squadra e personali, una soluzione che consentirebbe di alleggerire l'impatto sul bilancio corrente senza però rinunciare al valore tecnico del calciatore.
Un’operazione complessa ma non più impossibile
Le prossime settimane, quindi, si preannunciano decisive per capire se l’ottimismo che sembra essere tornato a farsi strada nella dirigenza bianconera sia destinato a concretizzarsi in un accordo o se, invece, le distanze economiche e le differenti visioni progettuali si riveleranno ancora una volta insuperabili.
Da un lato, c’è la volontà del club di non snaturare il proprio piano di riduzione dei costi, un imperativo categorico che Carnevali non potrà ignorare; dall’altro, c’è la consapevolezza del giocatore di dover valutare con attenzione un mercato che, per un attaccante del suo calibro e con il suo ingaggio, potrebbe non offrire tutte le alternative desiderate, rischiando di rimanere in una sorta di limbo che non gioverebbe a nessuno.
La sensazione, riportata da diverse fonti, è che il clima sia cambiato e che l’arrivo di Carnevali abbia infuso nuova linfa in una trattativa che sembrava ormai agonizzante, aprendo uno spiraglio per un rinnovo che fino a qualche giorno fa appariva un'utopia. Se la società riuscirà a imbastire un dialogo costruttivo con il giocatore, magari offrendogli una prospettiva tecnica allettante grazie alla guida di Spalletti, si potrebbe assistere a una sorprendente conferma che cambierebbe radicalmente i piani per il calciomercato estivo della Juventus.




