Juventus, con Massara e Carnevali si riparte: da Kessie a Theo, i colpi per il futuro

Juventus, con Massara e Carnevali si riparte: da Kessie a Theo, i colpi per il futuro
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Redazione Sport Redazione Sport   -   A Torino, e più in generale nel mondo del calcio che conta, si respira da settimane l’aria di un cambiamento profondo. Non si tratta soltanto di una nuova linea tattica o di un semplice avvicendamento in panchina, ma di qualcosa che affonda le radici nella struttura portante del club. Il concetto, per quanto possa sembrare astratto, è in realtà estremamente concreto: una società forte, con ruoli definiti e una catena di comando chiara, è il presupposto indispensabile per qualsiasi ambizione di vertice.

La Juventus, dopo una stagione interlocutoria e un rimpasto dirigenziale già avviato, ha scelto di compiere un ulteriore passo in questa direzione, affidando le chiavi dell’area sportiva a un volto noto del calcio italiano, Frederic Massara, che andrà a comporre un tandem con Giovanni Carnevali destinato a dettare le linee guida del prossimo ciclo bianconero.

Una rivoluzione silenziosa ma necessaria

L’ufficialità è arrivata con il consueto tempismo che contraddistingue le operazioni di mercato interne: Massara è il nuovo Chief Football Officer della Juventus, un ruolo che lo pone al vertice delle decisioni tecniche e sportive. L’ex dirigente di Roma e Milan, noto per la sua capacità di scovare talenti e per una certa abilità nel costruire rose competitive senza disperdere risorse, si insedia così in un ambiente che già conosceva indirettamente, ma che ora dovrà plasmare secondo la sua visione.

L’arrivo di Massara, va detto, non è un episodio isolato, ma si inserisce in un disegno più ampio che ha visto recentemente anche l’ingaggio di Jeff Ekathor dal Genoa per una cifra importante, a dimostrazione che la proprietà intende investire non solo sul campo, ma soprattutto nella cabina di regia.

La scelta di affiancarlo a Carnevali, figura di grande esperienza e conoscenza del panorama italiano, lascia intendere che la dirigenza juventina intende operare con un doppio binario: da un lato la continuità e la conoscenza del contesto, dall’altro la freschezza e le competenze internazionali che Massara porta con sé.

I primi nomi e i vecchi pupilli

Come spesso accade quando un nuovo dirigente mette piede in un club, i primi giorni sono caratterizzati da un fiorire di indiscrezioni e suggestioni di mercato. Nel caso di Massara, il filo logico che lega i nomi accostati alla Juventus è piuttosto evidente: si tratta quasi esclusivamente di calciatori con i quali ha già avuto modo di lavorare o che aveva seguito con attenzione durante le sue esperienze precedenti. Il primo, inevitabilmente, è Franck Kessie.

Il centrocampista ivoriano, reduce da un Mondiale positivo e già da tempo nel mirino dei bianconeri, rappresenta il prototipo del giocatore che piace a Massara: fisico, presenza in area, capacità di inserimento e una professionalità fuori discussione. La trattativa, sebbene non semplice per via degli ingaggi e della concorrenza, potrebbe trovare una nuova linfa proprio grazie alla presenza del dirigente, che conosce bene l’entourage del calciatore e i meccanismi per portare a casa un affare di questa portata.

Ma il pensiero corre anche ad altri vecchi pupilli. Tra questi spicca il nome di Theo Hernandez, terzino del Milan che Massara conosce perfettamente per averne seguito la crescita e, in parte, favorito l’esplosione. Un profilo, quello del francese, che risponderebbe a una precisa esigenza della Juventus, sempre alla ricerca di spinta e qualità sulla fascia sinistra.

E ancora, si parla di un possibile tentativo per Brahim Diaz, un altro giocatore che ha incrociato la strada del dirigente durante il suo periodo milanese, anche se le valutazioni del Real Madrid e la volontà del giocatore rappresentano ostacoli non indifferenti. Non mancano infine i collegamenti con Joshua Zirkzee e Fikayo Tomori, due calciatori che, per caratteristiche tecniche e anagrafiche, si sposano perfettamente con la filosofia di un club che intende ringiovanire la rosa senza però rinunciare alla competitività immediata.

Il valore aggiunto di un talent scout

Il curriculum di Frederic Massara parla chiaro e non ha bisogno di particolari presentazioni. La sua carriera è costellata di operazioni di mercato che hanno fatto la fortuna delle squadre in cui ha lavorato, spesso individuando giocatori prima che diventassero dei top player. Basti pensare a colpi come Josip Ilicic o Javier Pastore, calciatori che all’epoca rappresentavano delle scommesse e che invece si rivelarono determinanti per le rispettive squadre.

Questa capacità di leggere il mercato in anticipo, di fiutare l’affare e di costruire una rosa con criteri di sostenibilità economica e valenza tecnica, è esattamente ciò che la Juventus cercava in questo momento. Dopo anni di investimenti importanti e non sempre fruttuosi, la società ha deciso di imboccare una strada diversa, più oculata e ragionata, in cui ogni acquisto deve essere giustificato da un progetto e da una precisa idea di calcio.

Massara, in questo senso, non è solo un dirigente che compra e vende calciatori, ma un vero e proprio architetto, capace di disegnare il futuro della squadra partendo dalle fondamenta.

Una nuova era per i bianconeri

L’arrivo di Massara, in definitiva, segna un punto di svolta nella gestione sportiva della Juventus, che si affida a un professionista dalla comprovata esperienza per ridisegnare i propri assetti. Insieme a Giovanni Carnevali, il dirigente ex Milan e Roma avrà il compito di orchestrare una campagna acquisti che si preannuncia intensa e ricca di colpi di scena, con l’obiettivo di rilanciare le ambizioni del club sia in Italia che in Europa.

La sensazione è che, stavolta, la società abbia voluto mettere in campo una regia forte e competente, capace di evitare gli errori del passato e di dare continuità a un progetto che fatica a decollare. I nomi che circolano sono solo i primi indizi di un mercato che promette scintille, ma la vera sfida per Massara e Carnevali sarà quella di trasformare queste idee in realtà, costruendo una squadra che possa finalmente competere ai massimi livelli. Il tempo, come sempre, sarà il giudice più severo, ma le premesse sembrano essere quelle giuste per una rinascita.

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