Il Frosinone torna in serie A, festa allo Stirpe: Mantova travolto 5-0, Raimondo da ex meteora a uomo copertina
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Redazione Salute
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La lunga rincorsa verso il massimo campionato, dopo due anni trascorsi a navigare tra i cadetti, si è conclusa nel modo più esaltante per i tifosi ciociari. Allo stadio Benito Stirpe, il Frosinone ha letteralmente travolto il Mantova con un netto 5-0 nell’ultimo turno di campionato, agganciando matematicamente la seconda posizione in classifica – quella che vale la promozione diretta – e raggiungendo il Venezia (già certo della serie A dalla giornata precedente) nella élite del calcio italiano. Una goleada che non ammette repliche per i biancorossi, i quali hanno chiuso la loro stagione nel peggiore dei modi, subendo l’esondazione offensiva di una squadra che, sotto la spinta del proprio pubblico, non ha voluto rimandare la festa.
**La partita senza storia: rigore, autorete e valanga nel secondo tempo**
Il verdetto, a dire il vero, era stato sostanzialmente scritto già nei primi minuti di gioco. L’episodio che ha cambiato il volto della contesa è arrivato al 5’, quando l’arbitro ha indicato il dischetto per un fallo molto generoso trasformato da Giacomo Calò; il centrocampista, freddissimo dal dischetto, ha battuto il portiere avversario siglando il vantaggio. Pochi minuti più tardi, la difesa del Mantova è implosa su se stessa: un’azione insistita del Frosinone ha costretto il malcapitato Castellini alla deviazione nella propria porta, l’autorete che di fatto ha raddoppiato il punteggio e spento ogni velleità di rimonta per la formazione ospite. Nella ripresa, con gli spazi sempre più aperti, i padroni di casa hanno dilagato: Ghedjemis ha firmato la terza rete sfruttando una dormita difensiva, mentre il giovane Raimondo – protagonista assoluto di questa cavalcata – ha realizzato il quarto gol, quello che porta la sua firma indelebile su questa promozione. A chiudere il conto ci ha pensato Koutsoupias, subentrato dalla panchina, con una conclusione chirurgica che ha messo il sigillo sul 5-0 finale.
**Raimondo, la metamorfosi che vale la A: dall’oblio alla nazionale Under 21**
Nell’economia di questa cavalcata trionfale spicca, inevitabilmente, la figura di Antonio Raimondo. Considerato una meteora – quasi una comparsa – nella sua esperienza alla Salernitana, l’attaccante classe 2001 ha vissuto una autentica rinascita tra le fila giallazzurre. Con undici reti messe a segno in questa stagione, i suoi gol si sono rivelati fondamentali per scavalcare rivali diretti come il Monza e il Palermo nella volata finale; non solo un bomber, ma un punto fermo dell’attuale centravanti anche dell’Italia Under 21, a riprova di una crescita esponenziale che lo proietta ora tra i grandi del calcio italiano. La sua trasformazione da comparsa (indimenticabile il periodo opaco in granata) a protagonista assoluto rappresenta la ciliegina sulla torta di una stagione che, per i ciociari, profuma di rivincita.
**I verdetti di retrocessione: tre club salutano la cadetteria**
Se da un lato la serie A accoglie il Venezia (primo con 82 punti) e il Frosinone (secondo a 81), dall’altro la serie B perde tre componenti storiche mandate in serie C. Il verdetto del campo è stato spietato per Reggiana, Spezia e Pescara, le quali hanno chiuso la regular season nelle ultime tre posizioni della classifica retrocedendo direttamente nel professionismo minore. Un duro colpo, in particolare, per lo Spezia – che solo tre anni fa calpestava i campi della massima serie – e per il Pescara, la cui permanenza tra i cadetti è durata soltanto una stagione. Per loro, ora, si apre il capitolo della ripartenza in terza serie, mentre per altre compagini come il Bari è ancora in bilico la salvezza, da giocarsi al playout contro il Sudtirol.




