Medio Oriente, cieli chiusi e centinaia di voli cancellati: cosa devono sapere i passeggeri

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La nuova escalation militare tra Israele e Iran, culminata negli attacchi aerei israeliani su Teheran del 13 giugno e nelle successive ritorsioni iraniane – incluso il bombardamento di una base militare statunitense in Qatar – ha avuto ripercussioni immediate sul traffico aereo internazionale. Diversi Paesi, tra cui Iran, Iraq, Israele, Giordania, Bahrain e Qatar, hanno chiuso o limitato il proprio spazio aereo, costringendo le compagnie aeree a cancellare, deviare o sospendere i collegamenti.

Nella giornata di lunedì 23 giugno, il Qatar ha disposto la chiusura temporanea del proprio spazio aereo, una misura che ha lasciato a terra circa 90 voli, molti dei quali diretti verso l’Europa e, in particolare, l’Italia. Le compagnie aeree indiane, tra cui SpiceJet e Akasa Air, hanno avvertito i passeggeri di possibili modifiche, ritardi o cancellazioni, mentre Air India ha bloccato "momentaneamente" i collegamenti con l’Europa e alcune destinazioni negli Stati Uniti e in Canada.

Nonostante il cessate il fuoco annunciato nella notte, la situazione resta tesa, e le compagnie continuano a riorganizzare le rotte per evitare le zone a rischio. Nei giorni scorsi, le mappe dei transiti aerei mostravano un’evidente assenza di traffico sopra l’Iran, dove i voli sono stati sospesi per precauzione. Intanto, diversi governi stanno valutando piani per il rimpatrio dei propri cittadini, mentre i passeggeri in attesa di rientrare si trovano a dover affrontare rinvii e disagi.

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