Sanremo 2026, il festival si accende tra nuove tecnologie e certezze regolamentari

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mancano ormai poche ore all’accensione dei riflettori sul Teatro Ariston, e la macchina organizzativa della 76esima edizione del Festival della Canzone Italiana, diretta e condotta per il quinto anno da Carlo Conti, si appresta a sfornare quello che si preannuncia come un racconto corale fatto di musica, ma anche di un importante rinnovamento estetico e tecnologico. Se il regolamento della kermesse, svelato già nello scorso ottobre, aveva delineato una sostanziale continuità con la formula vincente dell’anno precedente – eccezion fatta per il ritorno a 26 Big in gara dopo l’allargamento a 30 del 2025 – è sul fronte visivo e sonoro che questa edizione cerca una sua precisa identità -1-8. La scenografia firmata da Riccardo Bocchini, architetto ormai di fiducia di Conti, rompe con la frontalità classica del palco per abbracciare un concetto di spazio immersivo e asimmetrico, dove linee spezzate e volumi che si dilatano vogliono riflettere, nelle intenzioni del suo ideatore, la natura fluida e imprevedibile della musica contemporanea -2. Un palco di 120 metri quadrati, impreziosito da una scala motorizzata di 14 scalini e da un imponente gioco di ledwall e strip luminosi, diventa così un organismo vivo che, come spiegato dallo stesso Bocchini, si apre e si chiude, avvolgendo artisti e pubblico in un’unica esperienza sensoriale -2-6.

Dietro la quinta, quella che si appresta a diventare una vera e propria “fabbrica” dei sogni, la Rai mette in campo un dispiegamento di forze tecniche senza precedenti, con circa 400 professionisti impegnati a gestire la complessa macchina televisiva. Non si tratta solo di una scenografia imponente, ma di un ecosistema digitale all’avanguardia che, come spiegano i vertici della Direzione Produzione Tv, integra la regia di Maurizio Pagnussat con un sofisticato impianto di luci curato da Mario Catapano e con un sistema audio che per la prima volta punta deciso sul Dolby Atmos -6. L’obiettivo, dichiarato, è quello di offrire un prodotto immersivo non solo per il pubblico in sala, ma anche per quello domestico, grazie a una regia che potrà contare su 12 telecamere, alcune delle quali posizionate su carrelli e stabilizzatori per cogliere ogni angolo di questa nuova architettura scenica; un lavoro certosino, iniziato con l’allestimento del teatro già nei primi giorni di gennaio e concluso, come da cronoprogramma, alla fine del mese successivo -2-6.

Sul piano squisitamente competitivo, la macchina delle votazioni si ripropone con il suo rodato meccanismo tripartito, che assegna al Televoto un peso del 34 per cento, mentre il restante 66 per cento viene equamente distribuito tra la Giuria della Sala Stampa, Tv e Web e la Giuria delle Radio, ciascuna con un 33 per cento di influenza sul verdetto finale -1-3. Le serate si susseguiranno con un copione noto: l’esordio di martedì vedrà tutti i 26 Big giudicati esclusivamente dalla sala stampa, mentre mercoledì e giovedì si alterneranno frazioni di cantanti sottoposti al misto di televoto e giuria radiofonica, per lasciare spazio, il venerdì, all’amatissima serata delle cover che, sebbene premiata con un vincitore autonomo, non influirà sulla classifica generale della gara -1-3. Le Nuove Propote, quattro giovani promesse selezionate tra Area Sanremo e Sanremo Giovani, si sfideranno invece in un torneo a eliminazione diretta che culminerà nella proclamazione del loro vincitore già nella terza serata -1-8.

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